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Roma, 21 set – L’esempio di un soldato che, in preda alla foga, si getta sui nemici morendo ma salvando i suoi compagni è un gesto che tutti noi ammiriamo. Un eroe, una persona degna di rispetto e di ricordo eterno. Ma solo sul campo di battaglia avvengono questi atti di straordinario eroismo? Gaetano Magnolfi è solo uno dei più grandi filantropi che ha deciso di dimostrare il contrario.



Dal lavoro con il padre alla Cassa di Prato

Gaetano Magnolfi nacque a Prato, il 12 novembre 1796. La sua era una famiglia semplice, dalla vita genuina. Il padre era un abile falegname ma possedeva anche delle terre e del bestiame. La famiglia era molto numerosa ma, comunque, Magnolfi ebbe la possibilità di studiare e di proseguire gli studi addentrandosi nel mondo dell’architettura.

Purtroppo, però, la madre  morì mettendo al mondo il decimo figlio. La famiglia aveva bisogno di più soldi per sfamare tutti. Gaetano Magnolfi, pertanto, decise di lavorare al fianco del padre ed il suo contributo fu fondamentale. Sovrintese così i lavori di addobbo di piazza San Francesco in occasione della visita della Granduchessa Elisa Bonaparte. La proprietà della famiglia, da quel momento, si ingigantì ma non fu ancora abbastanza. Magnolfi aveva a cuore la sua Prato e ne voleva anche l’indipendenza economica o, quantomeno, finanziaria. Per questo motivo, grazie all’appoggio da Firenze, fondò la Cassa di Prato che diventerà, negli anni, la Cassa di Risparmio di Prato.

L’orfanotrofio tecnologico

Gaetano Magnolfi si sposò ma, pur cercando di avere figli, non ne ebbe mai. Il suo amore per i bambini si trasformò in una serie di opere pubbliche da lui finanziate per aiutare le famiglie con bambini in difficoltà. Tra queste opere, troviamo l’asilo di Prato e l’orfanotrofio tecnologico. Questo luogo era adibito alla cura di bambini e ragazzi che avevano perso i genitori i quali venivano affiancati da abili artigiani affinché insegnassero ai pargoli il mestiere e fossero pronti per il lavoro una volta raggiunta la maggiore età. Chiamato Orfanotrofio Magnolfi, lo stabile è tutt’ora attivo.

Gaetano Magnolfi ottenne, per la sua filantropia, la Croce di Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro. Morì nella sua Prato il 14 settembre 1867.



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