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Tel Aviv, 21 mag – Il portavoce del Gay center, Fabrizio Marrazzo non ha preso bene alcune dichiarazioni di Mahmood, arrivato secondo all’Eurovision festival che si è tenuto negli scorsi giorni in Israele.

Mahmood: “Dichiararsi è mettersi etichetta”

Il cantante milanese è finito nel centro del mirino per alcune sue considerazioni rilasciate prima della finale: tutte riguardavano l’opportunità (o meno) per gli omosessuali di fare coming out, ovvero di dichiarare pubblicamente le proprie tendenze sessuali. Mahmood ha reso ben chiaro che sbandierare la propria sessualità come sinonimo di identità crea delle etichette sbagliate e amplifica le divisioni tra gay e eterosessuali.

Gay Center: “Mahmood vive in un mondo fatato”

Marrazzo non è d’accordo e invece di lasciare a Mahmood le sue opinioni su ciò che  è, al di là di tutto, anche una questione riguardante la sua vita privata, sente di doversi pronunciare: “Purtroppo Mahmood durante la conferenza stampa dell’Eurovision ha perso un’occasione per stare zitto. La sua critica al coming out delle persone lesbiche e gay era del tutto fuori luogo, con un Eurofestival condotto da un presentatore gay dichiarato e con molti cantanti gay dichiarati. Fare coming out, non significa dividere o mettersi un’etichetta, come dice il cantante, ma semplicemente vivere con serenità il proprio orientamento sessuale, nascondersi significa limitarsi nella propria libertà e nei propri diritti. “Inoltre, siamo felici se Mahmood è cresciuto in mondo fatato dove le discriminazioni non esistono, ma questo non corrisponde alla realtà, basta vedere i dati della giornata mondiale contro l’omofobia che vedono l’Italia tra i primi posti tra i paesi europei dove i gay sono maggiormente discriminati, un dato per tutti il 70% degli studenti che fa coming out viene discriminato a scuola”. Mahmood, ricordiamo, è nato e cresciuto nella periferia difficile di Gratosoglio, a Milano, figlio di un padre egiziano che ha abbandonato subito la famiglia e cresciuto da una madre sola. E in quanto a discriminazioni, proprio Gay Center rende noto che al suo posto avrebbero votato, invece, un cantante francese di 19 anni “dichiaratamente gay”.

Mahmood: “Non ho delusioni né rimpianti”

Nel privato, ovvero sulle copertine dei morbosi tabloid che lo fotografano, Mahmood appare condurre una vita regolare: è omosessuale, serenamente fidanzato – senza che ciò significhi, però, rendersi un personaggio unidimensionale appiattito sulle sue preferenze romantiche. “Non ho né delusioni né rimpianti, questo per me è sino ad ora il risultato più importante della mia carriera”, ha dichiarato prima della “finalissima” . “Sono stato a Tel Aviv dieci giorni – ha raccontato – e con gli altri partecipanti non c’era rivalità e competizione, ma tanto rispetto“. Insomma, Mahmood sembra volercela fare anche (e soprattutto) senza l’ingombrante endorsement della comunità gay, ma solo con le sue forze.

Ilaria Paoletti

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5 Commenti

  1. Gli omosessuali sono intolleranti, il fatto sopra riportato ne è la riprova. Ha ragione Papa Benedetto XVI quando, a proposito dell’omosessualità, parla di “disordine della natura”: dal disordine non può che conseguire il non rispetto per gli altri, proprio perché non si riconosce più il confine tra l’IO e il TU, tra il mondo interno e il mondo esterno; la propria sensibilità (distorta) viene ritenuta estendibile a chiunque, per essi non è pensabile che qualcuno esprima idee diverse. Prima ci accorgeremo della violenza presente in nuce nel pensiero omosessuale, meglio sarà.

  2. A Sanremo non si è fattoi tirare per la giacchetta da chi voleva farne una icona dello ius soli e fino ad ora ha evitato facili uscite “politically correct”. Non si tratta di fatti trascurabili, il che va tutto a suo onore.

  3. Al di là del fatto che la vittoria a Sanremo è stata inopportuna (a voler essere riduttivi), su questo tema ha ragione da vendere. Cosa pensereste di un uomo che se ne andasse in giro a sbandierare “con orgoglio” la propria propensione per il sesso anale, nelle relazioni con la moglie? O di una donna (magari vostra moglie) che non perdesse occasione di rimarcare la propria passione per quello orale… Magari neppure promiscuo, regolarissimo con il marito, ma… cosa pensereste? Come vi comportereste? Capite che certi temi è bene che restino nell’ambito della riservatezza, tanto che siano di tipo omo- quanto che siano di tipo etero-
    Riscoprire il senso dell’espressione “farsi gli affari propri” sarebbe una grande conquista.

  4. Ma lasciatelo stare sto povero Alessandro…che faccia un po’ quello che vuol fare e amen!! In bocca al lupo Alessandro!!

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