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Facebook risponde a CasaPound: “Censura? Avete violato i nostri standard”

by Eugenio Palazzini
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Roma, 10 apr – Prima la censura senza motivazioni, con la cancellazione di punto in bianco degli account dei principali esponenti di CasaPound Italia. Poi le stizzite precisazioni, nel robotico stile di chi ripete a pappagallo morali da novello talebano del pensiero unico. Col ditino puntato da primo della classe nel collegio dei probiviri, una portavoce di Facebook, come riportato da Open, ha spiegato che i moderatori hanno rimosso i profili dei suddetti esponenti di Cpi perché “non ammettiamo i discorsi di incitazione all’odio come un attacco diretto alle persone sulla base di aspetti tutelati a norma di legge, quali razza, etnia, nazionalità di origine, religione, orientamento sessuale, casta, sesso, genere o identità di genere e disabilità o malattie gravi. Forniamo anche misure di protezione per lo status di immigrato”. I moderatori sostengono che per loro è “importante dare alle persone un modo per esprimersi ma al contempo vogliamo che chiunque su Facebook possa sentirsi al sicuro. Per questo abbiamo stilato gli standard della comunità. Partiti politici e candidati, così come singoli individui e organizzazioni presenti su Facebook devono attenersi a queste norme”.

Nessuno si aspetterebbe che un’azienda privata, qual è Facebook, adotti parametri per forza di cose caratterizzati dalla totale libertà di espressione. Potrebbe ovviamente comportarsi in altro modo. Peccato però che il popolare social network abbia da sempre sottolineato la necessità di democrazia e pluralismo in rete. Adesso quindi sorgono spontanee alcune domande. Quali sarebbero “i discorsi di incitazione all’odio”? Quando avrebbero gli esponenti di Cpi attaccato direttamente le persone per i motivi menzionati dai moderatori di Facebook? E cosa c’entrano le misure di protezione per lo status di immigrato, che addirittura il social più famoso al mondo pensa di tutelare?

La caccia alle streghe dei censori

Con tutta evidenza se Facebook provasse a elencare una serie di esempi cadrebbe ancor più nel ridicolo, perché chiunque scoprirebbe facilmente che nessuno dei censurati ha scritto “discorsi di incitazione all’odio”. Considerato poi che si dovrebbe pure stabilire cosa significhi incitare all’odio e di quale odio si parla. Perché cancellare sistematicamente degli account di esponenti di un partito politico italiano, che partecipa regolarmente alle elezioni, è una mossa del tutto antidemocratica volta a mettere a tacere chi non recita un copione già scritto dai bardi dell’ideologia dominante.

Perché qualcuno potrebbe pure pensare che è in atto una vera e propria campagna di censura nei confronti di chi non si allinea al verbo politicamente corretto. Un tentativo insomma di imbavagliare chi non intende prendere lezioncine stucchevoli da chi pretende di avere il controllo sulle menti altrui, nel Panopticon virtuale mascherato da virtuosa Agorà. E’ forse questo l’unico motivo per cui Facebook censura i nudi, non per buon gusto e rispetto della sensibilità degli utenti, ma per timore di scoprirsi per quello che è. Privo del velo di Maya del libero pensiero che indossa, e che in realtà non rispetta.

Eugenio Palazzini

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8 comments

Andrea Spilotti 10 Aprile 2019 - 4:31

Palazzini, la censura è quella basata sui parametri dettati dal giudeo sionista soros ed adottati dai suoi servi

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Andrea Spilotti 10 Aprile 2019 - 4:34

ah! dimenticavo! anni fa avevo un account su fb, chiuso almeno una trentina di volte sempre per motivi politici o cazzate di “incitamento all’odio razziale”; contemporaneamente però apparivano di fianco pubblicità di bordelli, centri di incontri per adulti, centri massaggio ed altre amenità…

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Emanuele 10 Aprile 2019 - 5:43

Quindi anche il “sig.” Charlie Hedbo dovrebbe vedersi cancellare il suo profilo per tutte le sue vignette che deridono diverse etnie e addirittura diverse catastrofi…fb prende sempre più la forma di ciò che è..?

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Frank 10 Aprile 2019 - 5:47

Io però non vi capisco…

Simone Di Stefano continua a dire che bisogna avere il coraggio di votare per Casapound… di resistere alle Sirene del voto utile.

Poi però, Casapound (e altri Conservatori censurati da Facebook) non hanno il coraggio di mollare questa maledetta piattaforma e impegnarsi seriamente per utilizzate Gab (gab.ai)… che, quanto a funzionalità, è la stessa cosa!

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Laura 10 Aprile 2019 - 7:30

Temo che la censura di Fb colpisca qualunque tentativo di osservare il mondo da una breccia aperta sul muro, piuttosto che da finestre pre-configurate…
Tutto ciò che si pone come critica all’ossatura del sistema, che da spazio ai dubbi, che manifesta un essere eretici rispetto al pensare comune, subisce censura.
Hanno censurato alcuni miei post…Per dire.
Vedo post censurati di alcuni amici…
Gente normale, non pedofili, terroristi, violenti o depravati, per i quali è accettabile qualsiasi provvedimento legale, volto a castrare sul nascere l’attività sui social.
Gente normale, come me, madre e operaia,
che ha pubblicato un post sull’opera di un fotografo e si è vista censurate perché “non in linea con gli standard della community”. Una frase che dice tutto…
Niente nudi, niente sangue, nessuna allusione erotica in quelle foto.
Nessuna offesa ai politici.
Solo la critica aperta ed onesta di un uomo solo, al sistema. Ma tanto basta. Neanche il tempo di appuntarmi il nome dell’artista, che il post era già sparito.

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Bracco 10 Aprile 2019 - 10:39

GET OFF FACEBOOK!

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Raffo 10 Aprile 2019 - 11:12

Sappiamo benissimo come fb sia vicino al frociame vario, alle sinistre immigrazioniste,ai gruppi lesbosodomiti, ai mondialisti e globalisti che vorrebbero ridurre l’Italia ad enorme campo rom-africano in cui imperversano epidemie batterico-virali di varia tipologia………. benvenuti nel mondo dei sinistri,della presunta democrazia,della pseudo-liberta’…………. altro che libertà,fb è il terreno di vigliacchi mentitori sinistri e parassiti nullafacenti arricchiti radical. Auguroni.

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rino 11 Aprile 2019 - 12:45

Fanculo fb: ma a cosa cacchio serve??

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