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facebookRoma, 27 feb – Psicodramma antirazzista a Menlo Park. Il mondo perfettino pensato da Mark Zuckerberg come luogo di lavoro ideale per i dipendenti di Facebook comincia a scricchiolare. La tensione che si sta vivendo in queste ore nella sede del social network è davvero emblematica. Accade infatti che sulle grandi lavagne in cui i dipendenti di Facebook possono scrivere qualsiasi cosa, qualcuno abbia vergato le parole “black lives matter” (le vite dei neri hanno valore), frase divenuta virale dopo alcuni recenti casi di afroamericani uccisi dalla polizia.

Qualcuno, però, non ha gradito, e ha cancellato la scritta, aggiungendo al suo posto “all lives matter”, tutte le vite hanno un valore. Ora, è sempre difficile entrare nei meccanismi mentali antirazzisti, dato che non c’è la minima coerenza logica in essi. In questa disputa, per esempio, il comportamento discriminatorio sembrerebbe quello di chi ha sottolineato il valore delle vite di un solo gruppo etnico. E invece no, Zuckerberg si è arrabbiato moltissimo proprio con chi ha fatto la correzione. E ha inviato una nota furente ai dipendenti di Facebook.

“Ci sono questioni specifiche – ha scritto – che colpiscono la comunità black negli stati uniti, questioni che provengono da una storia di oppressione e razzismo. ‘Black lives matter’ non significa che le altre vite non hanno valore – è solo una richiesta affinché alla comunità black sia data la giustizia che si merita. Non abbiamo mai avuto regole su cosa la gente può scrivere sui nostri muri – ci aspettiamo che ognuno tratti l’altro con rispetto. A prescindere dal contenuto o dal luogo, cancellare qualcosa significa mettere a tacere un intervento, o credere che l’opinione di una persona sia più importante di quella di un’altra. Facebook dovrebbe essere un servizio e una community dove ognuno è trattato con rispetto. Questa è stata un’esperienza profondamente dolorosa e fastidiosa per la comunità black e l’intera community di Facebook, e al momento stiamo investigando sull’accaduto”.

A prescindere dal tono, che ricorda più quello di un professore in gita scolastica che non il capo di una delle multinazionali più potenti del mondo, il rompicapo ideologico fa pensare: da quando dire che tutte le vita hanno un valore è considerato razzista? Misteri del pensiero dominante.

Giuliano Lebelli

14 Commenti

  1. Lebelli, sei un ignorante. L’interpretazione di Zuckemberg è quella esatta e lo avevano capito tutti meno quelli che come te non volevano capirla e hanno pensato bene di cancellarla scrivendone un altra quando in realtà bastava scrivere che ANCHE la vita dei neri ha valore(se proprio proprio si doveva correggerla). Sia chiaro che io non sono un antirazzista, ma sono allergico ad una cosa: alle cazzate.

    • Scusi tanto, egregio Sig. “anonimo”.
      Perché deve usare termini offensivi? Se non è d’ accordo con l’ idea espressa dall’ articolista lo faccia pure (ed accetti il dibattito che potrebbe conseguirne) ma senza scadere subito all’ insulto personale.

      Anche perché, di fatto, lei lancia il sasso e poi nasconde la mano, visto che non ha certo il coraggio di firmarsi.

      E non è certo un comportamento intelligente, ne deve convenire.

      • Non sono l ‘anonimo in questione ma dare dell’ ignorante non è corretto condivido con Paolo e solidale a colui che ha scritto il pezzo

  2. W la Civiltà greco.romana.giudaico.cristiana, no all’invasione islamica in Europa. Preoccupiamoci degli europei e italiani e non dei neri Usa!
    No ai mondialisti e ai cretinetti ai falso buonisti, veri razzisti nei confronti dei bianchi. Ricordo a tutti la schiavitù di milioni di bianchi ad opera dei saraceni e islamici: “La schiavitù dei bianchi” di Vittorio Zedda.

  3. Anonimo sei un decerebrato. Sei di sicuro un comunista: sei servo del potere, offendi chi non la pensa come te e avanzi con (arroganza intellettuale) la tua teoria di come in realtà doveva essere detta o fatta una certa cosa. Scusa se ti ho offeso, chiamandoti comunista, ma lo meritavi.

    • Si, mentre nella repubblica islamica iraniana lapidano adultere e impiccano gli omosessuali.
      Il male é l’islam con il Corano e la sharia, da Mauritania a Brunei, tutti! Gli unici “moderati” sono Tunisia, Albania, Marocco (anche se crescono i Fratelli Musulmani, e una musulmana con negli altri Stati non può sposare un cristiano), Turchia(!?) Bosnia, Giordania. Ma in Iran la dittatura teocratica é feroce, e l’ayatollah Rouhani é leggermente meno peggio di Khomeini .Sciiti e sunniti, pari sono. A peggiorare le cose sono la corrente salafita, o wahabita, dei sunniti , al potere in Arabia Saudita.
      Il problema é che non dovevamo farli entrare in Europa!