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Torino, 3 giu – La Fedex-Tnt nasce in seguito all’acquisizione, avvenuta il 25 maggio 2016, di Tnt da parte del colosso americano della logistica Fedex. Due anni fa quest’operazione era stata caldeggiata da tutte le rappresentanze sindacali. La corporate statunitense ha un eccellente modello di gestione del personale: tutti i lavoratori sono assunti direttamente dall’azienda, compresi i magazzinieri e gli autisti (unica società nel panorama del settore che ha tutte le maestranze assunte dalla multinazionale e non in cooperativa). Al contrario la Tnt ha duemila dipendenti diretti e il doppio di indiretti, in gran parte esternalizzati e in subappalto. Tutti confidavano che le best practices della società di Memphis diventassero un modello di sviluppo per questa nuova consociata. Oggi, però possiamo dire che è avvenuto l’esatto contrario. Almeno questo è quello che denunciano i sindacati.
Andiamo con ordine. Il 20 aprile scorso è avvenuto l’incontro tra l’azienda e le delegazioni di FiltCgil, FitCisl e Uiltrasporti. Nel comunicato stampa redatto dai rappresentanti dei lavoratori scopriamo che: “È stata aperta una procedura di licenziamento collettivo per 315 lavoratori, la quasi totalità sono dipendenti che svolgono attività di couriers, Tnt ha avviato una procedura per licenziamento collettivo per 46 lavoratori; inoltre è stata avviata la procedura di trasferimento collettivo per 92 dipendenti addetti alle vendite di Tnt e per 23 dipendenti di Fedex”. Il drastico taglio del personale è il frutto di una riorganizzazione aziendale incentrato sulla esternalizzazione delle attività di consegna ed il consolidamento delle filiali. In pratica chiudono 24 filiali su 34. Inoltre le attività commerciali verranno accorpate in quattro centri operativi, con la relativa soppressione di tutte le funzioni sul territorio nazionale. Dura è stata la reazione dei sindacati: 3 giornate di sciopero con un’adesione al 90%. Ora tutto è rimandato al 7 giugno quando i rappresentanti dei lavoratori e l’azienda si incontreranno al ministero dello Sviluppo Economico. Probabilmente alla fine della trattativa il numero degli esuberi sarà decisamente inferiore a quanto prospettato.
Tutto ciò non basta a rendere meno grave l’accaduto. Vediamo perché. La Fedex-Tnt non ha certo problemi di liquidità: il fatturato cresce insieme ai volumi di lavoro. E allora perché mettere alla porta 350 dipendenti? Semplice, ci si libera di lavoratori con contratti a tempo indeterminato per sfruttare manodopera a basso costo in subappalto. L’esternalizzazione, dunque, continua ad essere una delle principali cause della contrazione del reddito delle maestranze. E allora per indorare la pillola si farà ricorso ai prepensionamenti o alla cassa integrazione. Ancora una volta sarà concesso ad una grande azienda di tagliare il costo del lavoro ai danni dell’intera collettività.
Salvatore Recupero



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