Parigi, 22 giu – Prima “bullizza” un ragazzo colpevole di aver avuto un approccio troppo informale obbligandolo a chiamarlo “Signor Presidente della Repubblica”, poi però permette che il Palazzo dell’Eliseo si trasformi in una specie di carro del gay pride. Contraddizioni di Emmanuel Macron, lo stesso che un giorno auspica relazioni “di buon vicinato” con l’Italia e il giorno dopo ci dà dei “lebbrosi”. Insomma verrebbe il sospetto che si tratti di un caso di schizofrenia.

O forse la contraddizione vive solo nel politicamente corretto, dove dare del “tu” ad un presidente è ancora un tabù ma è assolutamente normale che un dj come Kiddy Smile esponga provocatoriamente la maglietta “figlio di immigrati, nero e omosessuale” nel cortile della residenza del Presidente della Repubblica. Insieme a lui un gruppo di ballerini di “voguing “, il ballo tipico dei locali gay che si basa sull’imitazione delle pose delle modelle durante le sfilate.

Kiddy Smile alla festa della musica con la maglietta “figlio di immigrati, nero e gay”

Alla Festa della Musica hanno partecipato anche altri esponenti della scena elettronica francese come Busy P, Cézaire, Chloé, Kavinsky. Solo Kiddy Smile però si è esibito in un messaggio provocatorio indossando la maglietta, con l’intento di voler “riportare la mia comunità nera e omosessuale al centro del sistema”. Madrina dell’evento la first lady Brigitte, mentre verso le 2 è arrivato anche lo stesso presidente Emmanuel Macron.

Fête de la musique à l'Elysée…

Fête de la musique à l'Elysée…

Publiée par TV Libertés sur Vendredi 22 juin 2018

Davide Romano

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Commenti

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5 Commenti

  1. Benissimo…….froci,negri,razzisti e xenofobi contro la razza bianca………questo finocchietto transalpino sta dando lustro ai peggiori dittatori…….. Ci vergogneremo presto di essere bianchi……….. ma saremmo sempre onorati di essere patrioti. Dux Mea Lux.

  2. Certamente meglio di Sarkosy che grazie a quest’ ultimo e alla Inghilterra con la compiacenza di Obama ci troviamo tutti questo poveri emigranti della Libia, una vera tragedia umana.
    Edgar

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