Roma, 13 ago – Nel 2018, dopo una serie di cambi di bandiera, la nave Aquarius di Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere si è dovuta ritirare dalle operazioni di “ricerca e salvataggio” perché nessun Paese ha accettato di immatricolare nei suoi registri la “nave umanitaria”. Gibilterra, territorio britannico d’oltremare, ha dato il via alle tribolazioni delle Ong per la registrazione della Aquarius che, in seguito alla chiusura dei porti italiani, ha dovuto sbarcare i migranti in altri porti europei, come Valencia e Malta. Nessuno Stato ha voluto prendersi la responsabilità dei “preziosi carichi di esseri umani” (come sono stati definiti i migranti a bordo delle navi da Roberto Saviano), che potevano raggiungere fino a 600 persone.

Prima di aggiornare sulle novità portate dalla nuova nave, la Ocean Viking, facciamo un breve riassunto sulla storia di Sos Mediterranee. L’organizzazione è registrata in quattro Paesi: Francia, Germania, Italia e Svizzera. Il fondatore e presidente è Francis Vallat, una figura ben nota nel mondo della marina commerciale europea. Ricopre contemporaneamente diverse posizioni dirigenziali: è presidente dell’European Network of Maritime Clusters, importante lobby europea del settore marittimo riconosciuta dalla Commissione Europea, e del Cluster Maritime Français, lobby creata nel 2006 per promuovere la marina transalpina che annovera tra i suoi membri anche la Marina Militare francese. Monsieur Vallat, vicino all’ex Presidente Sarkozy, è stato presidente altresì della Shipowners Insurance Guarantee Company (SIGCO), leader mondiale del settore dei prodotti assicurativi e finanziari marittimi definiti “di nicchia”, con sede alle Bermuda.


Chi finanzia Sos Mediterranee

In questi anni, Sos Mediterranee è stata finanziata da una variegata accozzaglia di organizzazioni e associazioni, spesso ideologicamente molto distanti.

In Germania la Ong è sostenuta da Aktion Deutschland Hilft, dalla musulmana Islamic Relief Germany, dalla cristiana Habitat for Humanity e dall’ebrea Central Welfare Board of Jews in Germany, dalla Chiesa Evangelica tedesca (che finanzia anche Sea Watch), da World Vision (finanziata tra gli altri da Unione europea, Nazioni unite, governo tedesco e governo britannico), da Schwarzkopf-Stiftung Junges Europa (finanziata anche da Unione europea, Nazioni unite, governo tedesco e dall’ambasciata italiana a Berlino), da Help Refugees (finanziata anche dalla Open Society Foundations di George Soros e che in Italia sostiene Baobab Experience), dalla Awo International e.V. (finanziata dal governo tedesco e dall’Unione europea), dalla Adra Deutschland e.V. (finanziata da Governo tedesco, Unione Europea e Nazioni Unite), e dalla Help – Hilfe zur Selbsthilfe e.V. (finanziata da Governo tedesco e svedese, Unione Europea e Nazioni Unite).

La Islamic Relief International, presente anche in Italia e diventata nota per aver organizzato la discussa “Fiera della speranza”, riceve finanziamenti dall’Unione europea, dalle Nazione unite, dal governo degli Stati Uniti (Usaid), del Regno Unito, della Svezia e del Canada. La Ong islamica, che si ispira ai dettami del Corano, è presente nella black-list dell’antiterrorismo degli Emirati Arabi, ed è interdetta in Egitto e Israele, per i suoi legami con i Fratelli Musulmani, sempre sconfessati però dall’organizzazione.

Nel 2018, la sede centrale francese di Sos Mediterranee ha raccolto quasi 7 milioni di euro, raddoppiando i proventi rispetto all’anno precedente. Tra i finanziatori, spicca Oak Foundation, che in Italia sostiene i medesimi progetti della fondazione di George Soros, come CILD e Open Migration. Gli stretti legami tra Open Society e Oak si consolidano ulteriormente grazie a Adrian Arena, presente nel board della prima e direttore del programma International Human Rights” della seconda.

Grazie anche alle donazioni del Comune di Parigi dell’accogliente sindaco Anne Hidalgo (che consegnò la Legion d’Onore collega di Milano, Beppe Sala) e delle regioni Nuova Aquitania e Occitania, Sos Mediterranee France ha chiuso il bilancio 2018 con un utile di 1.860.215 euro. Le casse delle sedi svizzere e italiane non sono lucrose come quelle dei francesi. L’unica curiosità è che uno degli iniziali soci fondatori in Italia fu Cospe Onlus, associazione che si occupa di immigrati ed integrazione, finanziata dalla Unione europea, dai ministeri dell’Interno e degli Esteri italiani, da altre istituzioni pubbliche (come la Regione Toscana del presidente Enrico Rossi) e dalle Nazioni unite. Nel 2014, l’associazione ricevette un finanziamento di 45 mila euro dalla Open Society Foundations di Soros, proprio in concomitanza con la costituzione di Sos Mediterranee.

Torniamo alle operazioni in mare della coalizione Sos Mediterranee e Medici senza frontiere. Dopo tre anni di scorribande davanti alla Libia, la nave Aquarius ha quindi dovuto appendere il giubbotto di salvataggio al chiodo per la mancanza di uno Stato che le concedesse la bandiera.

Le scorribande sono avvenute altresì in collaborazione con la Milizia di Zawiya, che scortava i barconi/gommoni dalle spiagge libiche fino al luogo di rendez-vous con le Ong, su commissione dei trafficanti. Infatti, nel 2017 in seguito all’accordo Italia-Libia, i miliziani sono stati arrestati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Tutte le irregolarità della Ocean Viking

Dopo un’assenza di quasi un anno, Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere sono tornate davanti alla Libia con una nuova nave, la Ocean Viking, battente bandiera norvegese. L’imbarcazione ha caratteristiche simili alla Aquarius, per grandezza e capacità (circa 600 persone), però raggiunge una velocità superiore, 13 nodi rispetto agli 11 della precedente. Il costo giornaliero stimato è di 14 mila euro, e a bordo sono presenti 31 persone di equipaggio: il team di “ricerca e salvataggio” composto da 13 membri di Sos Mediterranee, l’equipe medica di 9 volontari Medici senza frontiere, e 9 membri dell’equipaggio marino alle dipendenze dall’armatore Hoyland Offshore AS.

Nonostante la missione dichiarata sia la “ricerca e salvataggio”, la Ocean Viking è registrata presso il registro navale norvegese, quello dell’Organizzazione marittima internazionale, quello dell’Unione internazionale delle telecomunicazioni, e presso le principali piattaforme di tracciamento, come “nave da supporto per operazioni in piattaforma.

Arrivata in zona Sar della Libia l’8 agosto, in soli quattro giorni, la Ocean Viking ha fatto poker: quattro trasbordi di migranti, per un totale di 365 migranti a bordo. Solo durante la prima operazione, è stato possibile tracciare il gommone di salvataggio Easy2 (uno dei tre a bordo della Ocean Viking). Come documentato nel video seguente, il rhib è stato lanciato ore prima rispetto a quanto affermato nel “diario di bordo” delle Ong.

Le quattro operazioni di trasbordo hanno coinvolto quattro gommoni in perfetto stato di galleggiamento e con motore funzionante. Solo l’ultimo è provvidenzialmente “scoppiato” dopo la distribuzione dei giubbotti di salvataggio ai migranti.

Con i 365 migranti a bordo della Ocean Viking, ora Sos Mediterranee e Medici senza srontiere hanno iniziato a chiedere all’Italia e a Malta un “porto sicuro di sbarco”.

Dopo l’intervento della Farnesina che, in un comunicato ufficiale indirizzato all’ambasciata norvegese, chiedeva di “esercitare prontamente ed efficacemente ogni azione necessaria affinché sia individuato un porto sicuro di sbarco per le persone a bordo”, la risposta del ministro della Giustizia e dell’immigrazione, Joran Kallmyr, non è tardata ad arrivare: i migranti “non dovrebbero arrivare in Europa perché queste operazioni (della Ocean Viking) sono una continuazione della tratta dei migranti, non operazioni di salvataggio“. E come dare torto al ministro norvegese.

Francesca Totolo

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  1. L’unica certezza attualmente è, se dovesse formarsi un blocco parlamentare formato da PD e 5 Stelle, che questi farabutti assieme ai loro accoliti, prenderanno d’assalto le nostre coste, con il beneplacito della nuova maggioranza. La mossa di Salvini sembra un azzardo, che non tiene minimamente in conto la volontà del suo elettorato, rischia solo di consegnare il paese alla marmaglia di sinistra, che non vede l’ora di tornare a fare affari con queste organizzazioni criminali.

  2. Tutti questi soldi per finanziare un cazzo di salvataggio de sti negri perche non li spendono senza fa tutta sta fatica sti stupidi in Africa da dove vengono sti inquinatori ?
    Qui non ci volemo sto bizzurri questi non impareranno mai ad essere umani volete capillo Bonisti del cazzo !!!!

  3. Anche oggi l’ennesima presa in giro: i medici affermano che gli sbarcati stanno bene. Perchè la procura non indaga per dichiarazione false verso chi ha deciso che stava male? Andrebbero rimpatriati. Non capisco perchè non viene indagata la nave per sequestro di persona? sapevano che sarebbero rimasti qualche giorno fermi in rada, lo sanno che in Italia i porti sono chiusi. In questo tempo andavano in Spagna e ritornavano a, come dicono loro “Salvare altri”. Sono iscritto ad un ordine professionale e quindi so che si potrebbe aprire un provvedimento disciplinare contro e rovinargli un po la carriera.
    Purtroppo Salvini è solo contro tutti e gli italiani come al solito fanno gli italiani, speriam, se entrano in casa mia (non ammeto che i sostenitori delle ong dicano terra nostra) non consentano di rifornire di carburante la nave, come ha fatto Malta. Perchè non ci mobilitiamo a raccogliere firme contro le ONG? a breve, speriamo di no, saremo in balia dei peggiori partiti che si uniranno per l’inciucio: uno in calo e uno che ha fallito in tutto il mondo con prove evicenti; ora sembra che anche in Cina abbiamo capito che la sinistra porta al fallimento.

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