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Firenze, 15 gen – Maurizio Sguanci è un consigliere del Pd a Firenze, in una città guidata dal Pd, dove Matteo Renzi ha mosso i primi passi da sindaco Pd. A differenza però delle solite sparate degli esponenti Pd, Maurizio Sguanci ha saputo tirar fuori una dichiarazione difficilmente contestabile: “Fatto salvo che Mussolini è la persona più lontano da me e dal mio modo di pensare, nessuno in questo Paese ha fatto, in quattro lustri, quello che ha fatto lui in vent’anni. E purtroppo a dircelo è la storia”. Un chiarissimo concetto espresso su Facebook dal presidente del Quartiere 1 a Firenze ed ex consigliere del Partito Democratico durante la giunta targata Renzi.
Sguanci ha scritto sul popolare social network commentando il post di un amico su Mussolini, per poi rettificare in parte argomentando meglio il suo pensiero, con una successiva precisazione postata sempre su Facebook: “Fatte salve tutte le peggiori nefandezze, fece anche: la riforma industriale, la riforma del lavoro, la riforma dei salari, introdusse la tredicesima, la riforma delle pensioni, della scuola, la riforma agraria, l’edilizia sociale, le varie bonifiche, rinnovato le linee ferroviarie. Eretto Università, istituti agrari, scuole di guerra aeree e navali e tante tante altre cose”.
E’ un elenco di grandi conquiste che chiunque dotato di una licenza media, magari non presa al Cepu con professori obnubilati dall’antifascismo, sottoscriverebbe senza indugio. Eppure una tale dichiarazione non poteva certo passare inosservata, soprattutto perché partorita da un esponente del Pd. Ecco allora che contattato telefonicamente dall’Ansa, il consigliere fiorentino ha prontamente provveduto a cospargersi il capo di cenere, correndo subito ai ripari e facendosi scudo con una roboante dichiarazione di fedeltà antifascista: “Mussolini fu un criminale, anzi, uno dei più grandi criminali della storia. È più che assodato. È un fatto. E io sono un antifascista, non c’è nessuno più antifascista di me; mi dolgo che un criminale come lui, in venti anni, sia riuscito a fare tutto quello che ha fatto, mentre noi stiamo qui a litigare in continuazione”. Tutto sommato va bene così, di fronte a Mussolini, un consigliere Pd non può far altro che dichiararsi agli antipodi, scusandosi e riconoscendo il nulla prodotto dal suo partito.
Eugenio Palazzini

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