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frattatodinaFratta Todina (PG), 25 gen – Un hotel un tempo à la page, sede di ritiro di molte squadre di serie A, l’Altieri. Un paese di meno di 2000 anime nella Media Valle del Tevere umbra ma ricco di storia, prima esclave fiorentina, poi in mano al celebre condottiero Braccio Fortebraccio da Montone, in seguito libero comune e successivamente dominio della vicina Todi. Un’amministrazione sempre di sinistra dal dopoguerra. E una notizia che risuona nei mormorii nella piazza e nei vicoli: 60 profughi stanno per arrivare, ospiti dell’albergo che una volta era un vanto, meta di tanti famosi calciatori.

Fratta si ribella e il sindaco del PD, messe da parte le ipoteche ideologiche, convoca un’assemblea cittadina. 200 persone, più del 10 per cento degli abitanti infanti compresi, non si erano forse mai viste tutti insieme a parlare di politica. Maggioranza e opposizione, destra e sinistra, giovani e anziani, sono un coro unanime: non c’è posto qui per 60 richiedenti asilo, snaturerebbero l’anima e la tranquillità della città. Un anziano signore si alza e in dialetto, tra il divertimento e l’assenso dei convenuti dice quello che forse tutti stanno pensando : “Qualcuno li vòle ‘sti profughi? Che se li prenda! Se ne prenda ‘n paio, se li porti a casa sua e je dia da magnà.Ma qui a spese nostre ‘nce li volemo!”.

Dunque è deciso, e viene messo nero su bianco: Fratta Todina non è per i “profughi”, checché ne possano pensare i maggiorenti regionali del paese del sindaco. E i frattigiani sono pronti alle barricate, come quando nel Medioevo dovevano respingere gli attacchi di Fortebraccio o dei tuderti. Ma stavolta non vogliono perdere.

Cristiano Coccanari

2 Commenti

  1. Vorrei comunicare all’anziano che se vota PD non deve lamentarsi dei profughi, ma dovrebbe accorglierli in casa sua secondo le linee del partito da lui votato. Diventano xenofobi solo quando vai ad intaccare le loro sicurezze…

  2. sono d’accordo con Anonimo: è inutile brontolare e fare dichiarazioni contro l’accoglienza quando la maggior parte del paese e della regione hanno votato per il PD, noto partito per “l’integrazione” dei clandestini a spese dello stato e quindi a spese nostre

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