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Milano, 5 feb – A Milano due poliziotti sono rimasti feriti, riportando una prognosi di dieci giorni, dopo che un immigrato del Gambia, in Questura per chiedere il permesso di soggiorno, li ha aggrediti. Nessuna perquisizione, nessuna violazione della privacy, nessun motivo reale c’è alla base dei pugni, dei calci e degli schiaffi che il tunisino ha sferrato contro gli agenti.
L’immigrato, titolare di domanda di protezione internazionale, era in Questura per il rinnovo del permesso di soggiorno. Ma oltre ai moduli mancavano le fototessera da allegare. I poliziotti gli hanno quindi chiesto di accomodarsi alla macchinetta per fare le foto da presentare insieme alla domanda di permesso di soggiorno. Tale “cabina” per le fototessera era al piano inferiore dell’ufficio in cui il gambiano si era recato e questo dev’essere bastato per fargli saltare la mosca al naso e per cominciare a picchiare i poliziotti.
Il 21enne africano è stato arrestato ieri pomeriggio, al termine della sfuriata, avvenuta senza un reale motivo. A suo carico le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e interruzione di pubblico servizio.  A suo carico già in passato era stato emesso un ordine di revoca delle misure di accoglienza da parte della prefettura di Alessandria, segno che l’immigrato era una persona avvezza alla violenza. A questo punto l’ufficio immigrazione ha già richiesto un posto in un centro per il rimpatrio dove dovrebbe essere inviato al momento della scarcerazione.
Un altro immigrato ha dato di matto in questura, quindi. Si aggiunge agli innumerevoli casi di violenza gratuita, aggressioni, gesti inconsulti che le cronache ogni giorno ci restituiscono. Che il disagio psichico e sociale sia una costante negli immigrati è cosa nota, e anche le associazioni che tutelano, accolgono e si prodigano affinché quanti arrivano in Italia siano accolti, rispettati e riveriti, lo riconoscono. Il disturbo da stress post traumatico è solo uno, il più evidente e ricorrente, dei problemi che si associa a un rischio superiore alla media di soffrire di ansia, depressione e schizofrenia. Ma che toglie tranquillità e sicurezza a quanti incontrano i sempre più numerosi immigrati che affollano le nostre città.
Anna Pedri
 

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1 commento

  1. Troverà sicuramente un giudice piddino che lo rimetterà in libertà al più presto, anzi temo per i poliziotti che lo hanno fermato, rischiano una accusa per lesioni personali e tortura………. Mi pare che i patrioti di CP per molto meno stiano rischiando anni di galera per essersi opposti all’arrivo di nuova feccia africana in un quartiere abitato da poveri e inermi italiani…….che schifo,che vergogna……gentilone e minnito ancora si fanno vedere in giro evidentemente non sanno cosa sia il rispetto per i poveri sudditi e schiavi italiani.

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