Roma, 27 gen – La spesa privata nella Sanità aumenta, e non di poco. La situazione sotto il profilo pubblico è del resto sotto gli occhi di tutti, e questo non può far aumentare che un sentimento preponderante: la sfiducia.

Spesa privata per curarsi, la crescita

Come riporta l’Ansa, dopo il primo anno gestione del Covid in cui si era registrato un calo, nel 2021 è tornata a salire la spesa privata per curarsi. A dirlo è il rapporto Crea 2023, il quale sottolinea proprio la crescita dell’ammontare per famiglia, salito a 1800 euro annui contro i 1700 del 2020. Una crescita elevata e prevista, ma maggiore di quella riguardante i consumi totali, per un valore intorno al 4,7%. La spesa sanitaria pubblica in compenso continua a stentare, salendo solo del 2,8%, un dato che è circa la metà della media europea degli altri Paesi di riferimento.

Gli italiani non si fidano

Emerge sostanzialmente questo: gli italiani non si fidano. Soprattutto, ciò che denota un dato del genere è la stanchezza. Stanchezza per le liste di attesa, per i disservizi, per i casi di malasanità. Allora ci si affida a un privato percepito come più sicuro. Ma ci si impoverisce anche, come è naturale e logico. Il dramma della Sanità italiana sta tutto qui: un sistema che è ancora tra i più importanti al mondo ma che il processo di smantellamento e ridimensionamento in corso da decenni sta rendendo sempre più traballante e, soprattutto, insicuro.

Alberto Celletti

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2 Commenti

  1. Attenzione alla sanità “privata”, pensa a far cassa come quella pubblica (seppur con diverse culture e modalità), la differenza vera la fa l’ uomo, il professionista che cerca di farsi riconoscere come e dove è per lui possibile. Documentarsi e relazionarsi a fondo (!) su più “soggetti” sanitari è l’ unica strada percorribile…

  2. non è questione di non fidarsi,è questione di tempi:

    le liste di attesa sono troppo lunghe,e la STRAMALEDETTA burocrazia per le prenotazioni è diventata un cancro metastatico sempre più oppressivo.

    per esempio,per prenotare un appuntamento: devo passare ore al telefono per parlare con un operatore,per poi chiudere regolarmenente perchè non si conclude niente….
    quindi devo recarmi allo sportello e farmi mezz’ora di strada,venti minuti per trovare parcheggio,altri venti per arrivare allo sportello e poi un’altra mezz’ora di coda prima di fare la mia prenotazione:
    prenotazione che regolarmente va da uno a tre mesi per una visita urgente,mentre per le visite normali o di controllo,si parte da sei mesi e si può arrivare facilmente anche ad un anno dopo.

    è ovvio che se uno può,si rivolge al privato….
    privato che spesso LO STESSO MEDICO che lavora nel pubblico e che non è
    MAI libero,
    (però da privato il tempo lo trova,per visitarti)
    e che utilizza LE STESSE ATTREZZATURE PUBBLICHE,
    che nel pubblico non sono mai disponibili,
    mentre da privato (chi sa perchè,eh?)
    sono sempre utilizzabili in tempi brevi.

    in conclusione:
    NON è vero che non abbiamo più fiducia nella sanità pubblica:
    è la sanità pubblica,che NON HA PIU’ FIDUCIA IN SE STESSA.

    e la maledetta intramoenia,è il primo sintomo di questa mancanza di fiducia,e
    LA PRIMA CAUSA di questo calo di prestazioni della sanità pubblica:
    DEVE ESSERE VIETATA.

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