Roma, 25 mag – “Lasciamo a Conte l’onore e l’onere di proporre i nomi e i ruoli di chi si farà carico di realizzare quello che gli italiani aspettano”, ha detto il leader della Lega Matteo Salvini dopo la consultazione con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte. Detta così sembra facile, ma in realtà è in ballo una figura chiave del governo, di importanza cruciale per la realizzazione del programma, il ministro dell’Economia: Salvini vuole a tutti i costi (con l’avallo del leader del M5S Luigi Di Maio) che sia il professor Paolo Savona, euroscettico di lunga data. Ma per il Colle Savona non garantirebbe un solido ancoraggio all’Unione europea (uno dei paletti fissati da Mattarella). Il braccio di ferro è ancora in atto, perché per Di Maio e Salvini l’ex ministro dell’Industria nel governo Ciampi è l’uomo giusto, una figura di “assoluto rilievo”, “un’economista famoso in tutto il mondo che rappresenta il 90% degli italiani. Savona è il meglio”.
Compito delicato, quindi, per Conte, che oggi sarà ancora al lavoro sulla composizione del suo Consiglio dei ministri. Come se non bastasse la questione Mef, ci sono altri nodi da sciogliere: gli Esteri – dove la candidatura di Giampiero Massolo è a rischio, perché i grillini ora puntano su Enzo Moavero Milanesi, ex ministro degli Affari europei con il governo Monti e con il governo Letta, molto più gradito al Quirinale – e la Difesa. A quanto pare Salvini andrà all’Interno, da dove potrà gestire due questioni chiave del programma leghista: sicurezza e immigrazione. Così come Di Maio dovrebbe andare al super-ministero che accorpa Sviluppo economico e Lavoro.
Sul fronte del Parlamento, ieri il giurista premier in pectore ha ricevuto il “no alla fiducia” di LeU, Fdi, Pd e Fi, come era prevedibile.
“È stata una giornata proficua da tutti i punti di vista”, ha detto Conte al termine delle consultazioni. Ed ha aggiunto: “Dedicherò l’intera giornata di domani ad elaborare una proposta da sottoporre a al presidente della Repubblica, i ministri che proporrò saranno politici, così come il sottoscritto, saranno persone che condividono obiettivi e programmi del governo del cambiamento e che avranno dato prova di poter adempiere alle funzioni pubbliche loro affidate con disciplina e onore”.
Oggi in agenda il premier incaricato ha anche l’incontro con Vincenzo Visco, governatore di Bankitalia. Ieri Conte aveva incontrato le associazioni dei risparmiatori. Il giuramento dei nuovi ministri quindi potrebbe slittare ancora, forse a domenica.
Domani, in ogni caso, saranno 83 giorni che l’Italia è senza un nuovo governo. Record negativo che eguaglia quello per la formazione dell’esecutivo guidato da Giuliano Amato, nel 1992. Mai ci è voluto così tanto.
Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. Banca d’Italia dal 1992 è mprivata e controllata da fondi esteri.Fu svenduta quando furono privatizzati a 2 lire le ex banche pubbliche Credito Italiano e Banca Intesa che ne detenevano il 60%.Anche i 100 milioardi di euro di oro che aveva in pancia è andato in mani private?? E visto che è una società privata perchè dovrebbe condizionare e dettare i suoi voleri ad un Presidente del Consiglio rappresentante della maggioranza dei voti del popolo sovrano??

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