Parigi, 25 mag – Ci sono delle parti della Francia su cui i bianchi non hanno giurisdizione. No, non è la solita sortita di un avversario della Grande sostituzione da liquidare come “paranoia complottista”. È Emmanuel Macron stesso a dirlo. O, almeno, questa è la logica conseguenza delle frasi incredibili con cui il presidente francese ha liquidato il “piano banlieue” dell’ex ministro delle aree urbane, Jean-Louis Borloo. Non ha senso, ha detto, che “due maschi bianchi che non abitano in banlieue” preparino e impongano un “rapporto” a dei cittadini locali. “Non funziona più così”, ha aggiunto, deplorando che i governi di Parigi, da 40 anni a questa parte, tentino di affrontare l’emergenza banlieue con sempre nuovi “piani straordinari”, sempre più costosi. “Questa strategia è vecchia quanto me”, ha spiegato.
E su questo ha probabilmente ragione. Lascia però sbigottiti la contrapposizione tra i “maschi bianchi” e coloro che vivono nelle banlieue. Sulle periferie francesi avrebbero quindi un diritto di prelazione politica i “non bianchi”? La dichiarazione fa discutere, e più d’uno paragona questo linguaggio a quello degli “Indigènes de la République”, movimento guidato dalla franco-algerina Houria Bouteldja e che postula la necessità del separatismo razziale, attaccando i bianchi come gruppo egemone e discriminatorio. “Trovo estremamente choccante che Macron evochi un argomento razziale degno degli Indigeni della Repubblica, delegittimando ogni soluzione della banlieue che provenga da ‘maschi bianchi’. È la consacrazione del comunitarismo al vertice dello Stato”, ha detto Marine Le Pen.
Il “comunitarismo”, nel gergo politico francese, è la tendenza dei gruppi etnico-religiosi a separarsi dal resto della società e a rivendicare diritti collettivi in quanto comunità. Nel marzo scorso, il presidente francese, parlando del futuro dell’intelligenza artificiale, aveva detto: “Bisogna far sì che i protagonisti dell’intelligenza artificiale non siano tutti maschi bianchi quarantenni, formati nelle università americane o europee”. E pensare che otto anni fa, in un passaggio di un’intervista allora soppresso e poi ritirato fuori recentemente, l’allora banchiere Rothschild aveva detto: “Oggi non sono pronto a fare le concessioni che il Partito socialista vorrebbe impormi, ovvero a scusarmi di essere un giovane maschio bianco laureato”. Quelle scuse, a quanto pare, dovranno arrivare a breve.
Adriano Scianca

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