Greta Beccaglia e la pacca sul sedere: oggi non potevamo esimerci dal dedicarle la nostra rubrica visto che la questione tiene banco da giorni. Chiariamo subito che il gesto è di per sé deplorevole e dire che è stato per goliardia non è una giustificazione. L’improvvido palpeggiatore, che magari ha sfogato in quella pacca tutta la rabbia per la sconfitta della squadra del cuore, ora è indagato per violenza sessuale. Dura lex sed lex, d’altronde. Non vogliamo sindacare sul fatto che sia un reato punibile. Magari potremmo far presente che in una scala di gravità delle violenze sessuali, la manata sul culo non è esattamente uno stupro. Ma non è questo il punto.

Non si parla d’altro che della pacca sul sedere di Greta Beccaglia

A leggere i giornali, a sentire i telegiornali e a seguire i salotti tv – per non parlare dei social – praticamente Greta Beccaglia allo stato attuale è più popolare della omonima svedese (fermo restando che per noi di Greta c’è solo la Garbo). Pure oggi è l’hashtag al primo posto su Twitter, con annessi e connessi. Come la vicenda del povero Filippo Facci, crocifisso per un Topo Gigio di troppo. Al di là dell’infelice battuta di Facci – secondo il quale se la Beccaglia è una vittima di molestie sessuali lui appunto è Topo Gigio – il fatto che ora il giornalista sia bersagliato con lo stesso livore riservato al palpeggiatore la dice lunga su tutta questa storia.

Se tutti hanno ragione, nessuno ha ragione

Al netto delle Boldrini che hanno subito chiesto di aprire un’inchiesta per punire in modo esemplare la violenza sessuale in questione. Come pure tacendo delle Cathy La Torre che plaudono alla giornalista che ha avuto il coraggio di denunciare l’aggressione maschilista. Per non parlare del colpo di genio di Sgarbi, secondo cui “l’unica vera soluzione per noi maschi sarebbe ignorare le donne, creando una grande comunità omosessuale, in cui al massimo ci tocchiamo il culo tra noi”, il punto lo ripetiamo è un altro. Ci sta che la giornalista ha denunciato il molestatore. Ci sta che inevitabilmente al molestatore sia contestato il reato previsto. Ci sta pure che tutte le donne molestate – sul posto di lavoro e non – si identifichino con la Beccaglia e la considerino una paladina dei loro diritti. Ma se tutti, proprio tutti, hanno ragione, nessuno ha ragione. Funziona così: è pura logica.

Pure Dagospia nel tritacarne

Sullo sfondo poi c’è quello che denuncia Dagospia – non esattamente un ricettacolo di maschilismo, patriarcato e misoginia. Ossia che le giornaliste sportive spesso sono scelte per l’aspetto esteriore. Sono un’esca per fare audience. Per cui dice il sito di D’Agostino: “Volete fare una battaglia contro il maschilismo e il sessismo? Impedite alle tv di sfruttare la gnocca per fare ascolti e vediamo quante di queste acutissime ‘giornaliste’ riusciranno a fare carriera altrove…”. Si sa, le belle ragazze e lo sport vanno a braccetto come la birretta tra amici e la gara di rutti. Sono luoghi comuni, pessimi, vergognosi, volgarissimi. Ma se andiamo a stringere, dalla Formula 1 fino al pugilato, passando ovviamente per il calcio, è una “tradizione” che ci siano giornaliste avvenenti in studio o in diretta dagli eventi.

Ma visto che non è una colpa essere ben fatte ed esserlo non giustifica le pacche dei passanti, non è neanche questo il punto.

Ora la giornalista di Toscana Tv ha una fama nazionale

Così come è un corollario della vicenda il fatto che in tanti, soprattutto sui social, critichino la Beccaglia perché con la violenza subita si sta facendo enorme pubblicità. Sono molti a contestare alla giornalista di Toscana Tv che senza questa (brutta) storia fuori dalla sua regione non la conoscerebbe nessuno. Ma di certo non possiamo dire che la Beccaglia stia biecamente sfruttando la cosa per farsi pubblicità. Il clamore mediatico è scattato perché è l’attuale società che dà un enorme peso a queste vicende. Come se non ci fossero problemi più gravi. E allora ecco che tutti, dai politici agli influencer, passando naturalmente per giornalisti e personalità dello spettacolo, dicono la loro sulla pacca sul sedere della Beccaglia.

Ogni cosa viene ingigantita: si è perso il senso della misura

Questo accade – e noi lo denunciamo da tempo – per una ragione semplicissima: si è perso il senso della misura. Per cui ogni cosa viene ingigantita, distorta, resa un caso tale per cui se dissenti dalla narrazione dominante, se non ti schieri con il coro del pensiero unico, sei un criminale. Nessuno può dire – salvo pochi uomini liberi – che la pacca è sì da condannare ma che quello che si sta verificando è un’esagerazione. Perché se lo dici, gli alfieri del politicamente corretto ti accusano di essere sessista, maschilista, un orrendo fautore del patriarcato.

Ma uomini e donne non sono uguali?

Ma se le donne sono in tutto e per tutto come gli uomini – e lo sono – perché non fa notizia quando fan esagitate palpano il belloccio di turno? O magari quando bei ragazzi subiscono molestie sessuali dalle loro superiori anzianotte? Perché una pacca sul sedere di un minus habens che va da Maria De Filippi o canta canzoni vestito da protagonista del “Rocky Horror Show” fuori tempo massimo fa colore, è una cosa carina e la pacca sulla chiappa della giornalista è una violenza sessuale? Per dire, il palpeggiatore si è trasferito in una località segreta: persino a questo porta la gogna mediatica. Lo ripetiamo: si è perso il senso della misura. E visto che “l’uomo è misura di tutte le cose”, forse si è perso qualcosa di più.

Adolfo Spezzaferro

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10 Commenti

  1. “anche il conduttore Giorgio Micheletti, che è stato temporaneamente sospeso dall’emittente. Nei suoi riguardi, però, la giornalista non solo ci va coi piedi di piombo nei giudizi, ma lo difende: “Lui è stato il primo a credere in me. Purtroppo sono stati resi virali soltanto alcuni secondi, ma dopo il mio collega mi ha difesa. Ha cercato di tranquillizzarmi perché mi conosce”. Una giustificazione che fa acqua da tutte le parti per Eleonora Daniele, che tuona: “Io invece non giustifico nulla. Dobbiamo smetterla. Cambiamo mentalità, perché a telecamere spente succede ben altro e non si può sorvolare. Il conduttore avrebbe dovuto dire ben altro”.

    Sul tifoso nessuna pietà. Greta Beccaglia a questo proposito ha concluso: “Accetto le scuse, ma questo gesto non può passare inosservato. A telecamere spente queste cose accadono a troppe donne”. Il tifoso è indagato dalla Procura di Firenze nell’ambito di un’indagine che ipotizza il reato di violenza sessuale.”

    …..
    è stata una goliardata favorita dall’ambiente e dall’eccesso di alcool ed emozioni.
    stupida e inopportuna,certo.
    completamente fuori moda e scarsamente accettata,sicuramente.
    ma è e resta quel tipo di gesto che finiva in una litigata e quattro urlacci solo poco tempo fa:
    o magari uno sberlone,se la palpata di turno era una di quelle giuste.
    ma…

    violenza sessuale?
    E procura,
    digos,
    denuncia,
    giornali,
    processi,
    risarcimenti?

    che brutta gente,signore….
    e che schifo di tempi:
    adesso ci va di mezzo pure il conduttore,che è stato sospeso dal lavoro e non si capisce per che colpa:

    cosa avrebbe dovuto fare,oltre a minimizzare?
    era in studio,se non ho capito male.
    ma anche se fosse stato sul luogo,perchè doveva
    riempirsi di botte con il buzzurro di turno
    smollandosi i denti e riempiendosi di lividi…
    o peggio

    – come è successo a Cosimo Damiano Bologna,che è morto giusto un paio di giorni fa per le conseguenze di una lite iniziata per motivi simili –

    per difendere la SACRISSIMA santità femminile dalle offese di una TERRIFICANTE….
    pacca sul sedere?

    e già che ne parliamo,il tizio in questione NON era nemmeno il compagno della tizia dalle sacre natiche,
    quindi perchè avrebbe dovuto rischiare di suo per un gesto che di fatto
    è e resta innoquo,per quanto maleducato?

    la verità è che non avrebbe dovuto farlo.
    ma le donne oggi si sono bevute il cervello sino all’ultima goccia,
    e si aspettano che tutto le difendano da ogni urto al loro orgoglio….anche minimo come questo,
    dimenticando però questa ipersensibilità ha un costo,e che
    che sono sempre altri a pagarlo.

    sapete come andrà a finire,andando avanti in questo modo?
    che nessun uomo vorrà più lavorare insieme ad una donna,
    perchè sono diventate delle mine vaganti che danno rogne e basta…
    COMUNQUE ci si comporti con loro.

  2. Peccato che l’imputato palpeggiatore non abbia qualche parente importante nel PD, come il lanciatore di uova°oppure non e’ straniero; poverino ancora non integrato e per la sua “cultura” non rispetta le donne fino ad arrivare a spezzettarla in una valigia; allora si che si minimizzerebbe tutto, e le femministe varie si spediscono “volontariamente”, in vacanza all’estero; covid o non covid.

  3. In questa storia c’è molta violenza. Ma non è affatto la manata sul culo sulla signorina.
    La violenza c’è sulla testa del conduttore in studio – Giorgio Micheletti – per quei 10 secondi di commento concitato a caldo divenuto – come mai! – virale, mentre invece nel proseguio del filmato si sente chiaramente che stigmatizza i molestatori della signorina.
    Poco importa. Quei 10 secondi di “non te la prendere” sono diventati i refrain indignati del giornalismo lurido, delle troie e degli enunchi accodati sui social, con la conseguenza della cacciata del Micheletti dalla tv che lavorava, la disintegrazione professionale e umana del suddetto.
    E infine il molestatore in questione, che certamente ha fatto un gesto idiota, ma non si tratta certo del nuovo mostro di Firenze, un miliziano della Gestapo, che di fronte alla sete sanguinaria femminista-mediatica, si è trasferita in una località segreta, dopo minacce di dar fuoco al suo locale, minacciata la sua famiglia, tra cui una bambina di cinque anni.
    Al Micheletti e al molestatore e come se gli avessero messo una ghigliottina, ben prima di un processo, magari da parte di chi un giorno sì e l’altro pure sbraita di stato di diritto e Costituzione!
    Dicono che siano i passi per una società più giusta e civile, più “inclusiva” altro refrain isterico dei nostri giorni.
    A me invece una società così fa orrore.
    Allora diciamo senza falsi pudori e giri parole. Il femminismo odierno – insieme ai BLM – mira a ANNIENTARE l’uomo – specie se bianco e etero. Adesso solo moralmante, ma chissà se un domani anche FISICAMENTE.
    Punto.
    Domandiamoci noi uomini come reagire a ciò, con la dura consapovelozza anche di non farsi abbagliare dall’avvenenza femminile.
    Perchè NESSUNO ci verrà a salvare.

    • 1) Se io vedo una donna che mi piace non le tocco il culo. 2) A 45 anni con famiglia e figlia piccola se ti comporti in quel modo sei un perfetto idiota. 3) Il femminismo in questo caso non c’entra nulla, come non c’entra nulla il BLM.

  4. Una goliardata del genere a 45 anni con famiglia è demenza. Più che denunciarlo al tifoso dovrebbero rinchiuderlo in una struttura adeguata.

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