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Albenga, 17 feb – Che sia una targa o una via, Giuseppina Ghersi non sarà ricordata dai suoi concittadini. Il comune di Albenga ha infatti deciso ieri di bocciare la mozione che chiedeva di onorare la memoria della giovane ragazza violentata e uccisa a sangue freddo dai partigiani.
Una storia con la quale la sinistra non riesce a fare i conti e che vede Anpi e Partito Democratico dalla stessa parte della barricata. Di estrazione dem è infatti il sindaco di Albenga, Giorgio Cangiano, che insieme ai consiglieri di maggioranza ha dato parere contrario alla proposta avanzata dagli esponenti di Forza Italia Eraldo Ciangherotti e Ginetta Perrone. La motivazione addotta lascia esterrefatti: “È assolutamente fuori luogo strumentalizzare usare la vicenda di questa ragazzina a fini politici”, spiega il primo cittadino, con il Pd che ha rilanciato parlando di “vero insulto agli albenganesi”. Le truppe cammellate dell’Anpi non potevano far mancare il loro supporto: “Sulla vicenda Ghersi è risultato evidente il tentativo strumentale di usare il sangue di quella povera ragazza per alimentare una campagna anti/resistenza – il consigliere Ciangherotti nella sua prolusione ha dichiarato letteralmente uccisa dai partigiani”. E chi l’avrebbe uccisa se no?
Non è la prima che la terribile storia della Ghersi fa emergere il vero volto degli ex partigiani. Pochi mesi fa aveva sollevato un polverone l’ipotesi di dedicare quanto meno una targa alla ragazza, con l’Anpi che era addirittura arrivata a giustificare l’accaduto: “Eravamo alla fine della guerra, è ovvio che ci fossero condizioni che oggi possono sembrare incomprensibili”. La targa infine era stata apposta, ma senza alcun riferimento su chi fosse stato a compiere l’ignobile violenza. Uccidendo così la Ghersi due volte. Tre, con l’altrettanto ignobile teatrino che si è visto ieri ad Albenga.
Nicola Mattei

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5 Commenti

  1. Dove sarebbero questi vermi senza la mistificazione e la menzogna? Hanno riscritto la storia e ne impongono da anni la propria versione per legittimare il proprio esistere politico… e l’occupazione delle istituzioni (quelle culturali in primis) …

  2. Ella vive nei nostri cuori,
    Ella ride nel cielo a colori,
    Ella è più forte del suo martirio,
    Ella è ricordata da un popolo per lei in delirio,
    Ella è sempre fiera,
    Ella è amata dalla gente leale e sincera.
    Ella fu vittima dell’infamia comunista e partigiana,
    Ella è viva nel cuore e nella mente della gente umana………
    Ella era una dolce bambina che fu uccisa da una infame e feroce dozzina………..in verità non so se fossero in dodici o venti o trenta……so che furono luride bestie , comuniste e partigiane. E su questo non si discute.

  3. Una tredicenne uccisa brutalmente alla fine della guerra. Le testimonianze dei genitori. Qualcuno che, ad un certo punto, narra di uno stupro del quale neanche i genitori parlano. E giornali che espongono il loro punto di vista. Siti web che rilanciano. Buoni e cattivi da una parte, cattivi e buoni dall’altra. Come se in guerra si possa essere o tutti buoni o tutti cattivi a seconda della parte a cui si aderisce. Lottare per la libertà non è garanzia di onestà. Sostenere chi pensava la libertà non fosse un diritto non è segno di intelligenza.
    E continua il gioco delle parti, con sicurezza e facilità di espressione. Assassini dice uno, vermi l’altro, luride bestie l’altro ancora. Ma voi, saggi giudici dell’oggi, dove vi sareste posti in quegli anni? Con la violenza delle parole quanto avreste impiegato a esprimere la violenza nei fatti?
    Voi, come altri, non conoscete il rispetto. Sputate sentenze, giudicate, vi compiacete di voi stessi e non provate la minima pietà per una ragazzina di tredici anni che è, per voi, come per tanti altri, niente altro che l’occasione che aspettavate per sfogare la vostra rabbia di uomini insoddisfatti.

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