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Los Angeles, 18 giu – A quanto pare, il sesso sta lasciando il cinema. Per meglio dire, nei film “mainstream” sono sempre di meno le scene hot o che rappresentano rapporti sessuali. Le ragioni sono molteplici: il rendere i film più fruibili per i minorenni, dunque ragioni economiche, ma, soprattutto, gli effetti del movimento femminista #MeToo.

Secondo Stephen Galloway dell’Hollywood Reporter le ragioni sarebbero prima di tutto economcihe: “I film devono fare appello ai cosiddetti quattro quadranti: maschili e femminili, sopra e sotto i 25 anni. Includi il sesso e otterrai una valutazione ‘R’, e questo significa niente bambini”. Senza bambini, film come quelli della saga degli Avengers, ad esempio, non avrebbero avuto gran parte del loro pubblico.

Ma le scene di sesso Lgbt spopolano

Tuttavia, c’è stato un vero boom di scene esplicite che riguardano l’omosessualità: basti pensare al film, ormai culto, dell’italiano Luca Guadagnino Chiamami col tuo nome. Tra pesche deflorate e incontri al lago, non ci ha negato niente in questi termini, non temendo affatto le censure. Spopolano, inoltre, i film che hanno per protagonisti uomini dichiaratamente omosessuali come Bohemian Rhapsody, storia del cantante dei Queen Freddie Mercury, e il recentemente uscito Rocketman, biografia di Elton John. Il “calo” espressivo, secondo uno studio del Guardian e anche del Washington Post, è nelle scene eterosessuali. E sebbene le ragioni economiche abbiano una loro parte, non si può negare che le conseguenze del femminismo senza tregua del #MeToo siano arrivate a influenzare anche gli sceneggiatori di Hollywood.

Molestie e denunce #MeToo

Linda Hirshman, avvocato esperto di sessualità e autrice di Reckoning, uno studio sugli abusi sessuali, considera un aspetto spesso non analizzato, ovvero che molte attrici adesso lamenterebbero più facilmente abusi sessuali da parte dei colleghi: “In alcuni casi, i co-protagonisti maschili hanno approfittato durante le scene di sesso, toccandole dove non era necessario per la scena”, racconta la Hirshman. Dunque le scene di sesso, eccezion fatta per appunto quelle che riguardano personaggi omosessuali, è stata ridotta a una stenografia e il resto si lascia di sottinteso. Sulla scia del movimento #MeToo, inoltre, lo spettatore è portato a chiedersi se dietro la scena di sesso che stanno guardando c’è un abuso, e questo perché in molti casi, anche per film di successo (come, ad esempio, La vita di Adéle di Abdellatif Kechiche, film in cui una lunga sequenza di scena di sesso lesbico è stata dopo denunciata come imposta dalle due attrici) gli attori protagonisti hanno confessato di essersi sentiti usati o costretti dai registi che li dirigevano. Poi, la visione femminista che viene col #MeToo aggiunge una chiava di lettura ulteriore, quello che se i due protagonisti sono nudi, la donna sarà sempre considerata come mercificata, il suo corpo reso un oggetto – anche se è nuda a fini narrativi e recita ben pagata. Insomma, spettatori, chiedete grazie ad Asia Argento e alle sue amiche del #MeToo se siamo entrati nel nuovo puritanesimo.

Ilaria Paoletti