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Roma, 23 ott – I comuni fanno muro: il ministero degli Interni porti l’invasione da qualche altra parte. Il sistema Sprar (Servizio protezione per richiedenti asilo e rifugiati) continua a zoppicare: sono soltanto 1017 i Comuni (sui 7978 d’Italia) che hanno aderito e ora garantiscono 31.400 posti agli immigrati. “È chiaro – ha spiegato il ministro Minniti la settimana scorsa in Parlamento – che se potessimo incrementare significativamente il numero dei comuni che accolgono, potremmo rafforzare di più un mio intendimento che in ogni caso intendo perseguire, cioè un processo di superamento dei grandi centri di accoglienza”.



L’idea del Viminale era quella di distribuire 2,5 immigrati ogni mille abitanti, proporzione peraltro raramente messa in pratica, visti i piccoli borghi con poche centinaia di abitanti riempiti con decine e decine di allogeni. Le ultime stime dicono che sono 196 mila gli immigrati a cui in questo momento lo Stato dà vitto e alloggio: 30 mila nei centri dello Sprar, gestiti dai sindaci; i restanti 160 mila a carico delle prefetture.

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L’ostruzionismo dei comuni, non sempre amministrati da sindaci di centrodestra, peraltro, segnala comunque quanto sia diffusa l’ostilità all’accoglienza, soprattutto nei piccoli centri, data anche l’inaffidabilità del Viminale, che è solito promettere l’arrivo di soli pochi individui, salvo poi riempire le strutture all’inverosimile, magari con arrivi nel cuore della notte. In diversi centri, nei mesi e negli anni scorsi, abbiamo visto vere e proprie sollevazioni popolari contro le imposizioni autoritarie di Viminale e prefetti. È l’Italia che non si rassegna al suo destino programmato di terra da colonizzare.

Roberto Derta

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