Roma, 26 apr – Ai tempi dell’antifascismo surreale, in assenza di fascismo, tutto diventa fascismo: i porti chiusi, l’inquinamento, Magalli, la legittima difesa, Trump, Salvini, il vicino di casa che dice “non sono razzista però”. E così per estensione la canzone simbolo dell’antifascismo nostrano, strappata dal contesto storico originale, diventa l’inno dei “buoni contro i cattivi”. A cantare Bella Ciao sono i seguaci di Greta per il clima, i “ribelli” delle serie tv come nella Casa di Carta e adesso anche i Marlene Kuntz, che in occasione del 25 aprile hanno lanciato il nuovo singolo “Bella Ciao” in collaborazione con Skin, l’ex frontman degli Skunk Anansie.

L’omaggio a Riace e Mimmo Lucano

Una versione ancora più lenta e lagnosa del canto dei partigiani, superata in noia solo dal videoclip girato interamente a Riace e uscito oggi su Youtube. Una sequenza di scene “intense” e strappalacrime girate nel piccolo borgo calabrese, tra i murales pro accoglienza, i volti dei “migranti” e la desolazione degli uffici comunali vuoti, orfani dell’eroe Mimmo Lucano. L’apice del pathos si raggiunge nel finale, con l’inquadratura della fascia da sindaco che giace mesta sulla scrivania dell’ormai ex primo cittadino (rinviato a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e abuso di ufficio, è bene ricordarlo).

Artisti per Riace e l’attacco al governo

Il pistolotto dei Marlene Kuntz è parte di un progetto più ampio denominato “Artisti per Riace – E’ stato il vento“, al quale verrà devoluto il ricavato del singolo. Tra gli artisti firmatari dell’appello per Riace figurano tra gli altri Daniele Silvestri, Afterhours a Brunori Sas, Fiorella Mannoia, Ermal Meta, Niccolò Fabi, Caparezza e Carmen Consoli.

Nella descrizione del videoclip i Marlene Kuntz motivano la propria scelta e, nonostante i toni restino relativamente morbidi e “vaghi”, l’attacco al governo e a Salvini è piuttosto evidente: “‘Bella ciao’ dunque è l’emblema della resistenza nei confronti di una deriva che consideriamo portatrice di tensioni”, recita il testo nella descrizione di YouTube. “Non si tratta di buonismo, e nemmeno di avere soluzioni in tasca a problemi enormi destinati a diventare sempre più complessi, ma di avere la mente predisposta a sentimenti di pace, a comprendere gli altri, a cercare soluzioni umane per tutti, a mantenere la calma”.

Davide Di Stefano

2 Commenti

  1. … manca una parte in un questo video: non mostra gli africani che vorrebbero vivere nel loro paese, con i loro famigliari, tra le loro tradizioni, colori e abitudini ed invece da decenni sono ancora schiacciati da un colonialismo-democratico delle plutocrazie ultra-capitaliste che continuano ad esportare la loro democrazia, la loro moneta, economia schiacciando in modo ipocrita e subdolo le persone in cambio di pseudo diritti umani che volgarmente si arrogano di detenere verso tutti gli altri popoli della terra.
    Dal nostro vicino-cugino (?) Micron ai suoi compagni di merenda anglo-americani, è triste ammetterlo ma dal 1989 con il crollo del comunismo non hanno piu’ freno ad imporre le perversioni del “libero mercato”: nuovi schiavi, la distruzione di paesi, etnie, nazioni. Probabilmente il desiderio di ue e simili è di creare una sorta di ipermercati senza confini, una specie di Carrefour europeo ed a questo scopo le invasioni di clandestini, profughi e diseredati offrono un incredibile opportunità di avere una manodopera che si adatta a vivere a condizioni, salari da pre Risorgimento.
    Una chiesa irresponsabile che ciarla di ospitalità senza limiti, sapendo che l’Africa raggiungerà forse due miliardi individui e quanti dovrebbero arrivare in Italia, 100 milioni ? Non si interessa del crollo della natalità in Europa, delle chiese desertificate, dei loro patrimoni immensi che ben si guardano da dividere e condividere, perchè non elargiscono ai poveri, agli africani per aiutarli concretamente nei loro paesi, ma non con le elemosine, ma con i loro beni immobili, scuole, ospedali, le infinite disponibilità di denaro, potrebbero aiutare davvero, altro che il buonismo -come sempre sulle spalle della nostra Nazione- del Papa.

Commenta