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Il mito senza tempo di Quadrophenia

by Roberto Johnny Bresso
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Quadrophenia

Roma, 15 ott – Sulle sottoculture sono stati realizzati parecchi film, alcuni buoni, altri passabili e molti pessimi, ma una pellicola rimarrà sempre immortale, tanto è invecchiata benissimo: stiamo parlando di Quadrophenia.

Quadrophenia

Tutto ebbe inizio nel 1972, quando gli Who stavano avendo un periodo non proprio florido dal punto di vista creativo e iniziarono a girare anche voci di un possibile scioglimento. Il chitarrista e anima della band Pete Townshend così accolse il suggerimento di Frank Zappa di realizzare un concept album che suonasse come fosse la colonna sonora di un ipotetico film. Ecco che allora prese forma la storia, ambientata tra Londra e Brighton nel 1965, del giovane mod Jimmy: affetto da problemi caratteriali alimentati dal consumo di droghe ed in lotta con i suoi genitori, trova conforto solamente nell’appartenenza al modernismo ed alle scorribande a Brighton contro i rivali rockers. Disilluso dall’amore, scoprirà poi che anche il suo idolo in realtà svolge un umile lavoro da facchino in un hotel, prendendo così le distanze anche dal movimento. Il doppio LP, che uscì il 26 ottobre del 1973 con un booklet contenente anche il racconto della storia e diverse illustrazioni a tema, si rivelò un grande successo di pubblico e critica e rilanciò la carriera del gruppo.

Dalla musica alle immagini

Gli Who pensarono da subito che la storia si sarebbe prestata ad essere trasposta sul grande schermo e, dopo qualche anno, finalmente partì la produzione, fino alla morte del batterista Keith Moon, avvenuta il 7 settembre 1978 che sembrò porre fine al progetto. Per fortuna i produttori convinsero il resto della band a continuare e fu così che la pellicola vide la luce il 16 agosto 1979. Alla regia venne scelto l’esordiente Franc Roddam (che al cinema non registrerà poi altri successi, ma in tv passerà alla storia per essere stato il creatore del format di MasterChef) e come attori un cast composto principalmente da volti poco noti. Per interpretare il protagonista Jimmy Cooper si pensò al cantante dei Sex Pistols Johnny Rotten, ma la produzione vi si oppose, così si ripiegò su Phil Daniels, che conosceva benissimo l’ambiente mod e risultò assolutamente perfetto nella parte. Negli altri ruoli spiccano un giovane ed ancora poco conosciuto Sting, l’allora bellissima Leslie Ash, la cantante Toyah Willcox, il futuro regista Phil Daniels e Ray Winstone, che diverrà icona del cinema britannico di genere.

La storia ripercorre quasi in toto quella dell’album (anche se ambientata nel 1964 ed il protagonista va al lavoro e non a scuola) ed è raccontata tutta in flashback a partire dallo schianto dello scooter dalle scogliere di Beachy Head. Rivediamo così tutta l’insoddisfazione della vita personale del giovane mod, che vive esclusivamente per i weekend e, in particolare, per quello più atteso del bank holiday estivo a Brighton. Uno dei molti punti di forza del film consiste nel fatto di essere, ad eccezione di una scena, girato interamente nei luoghi reali della pellicola, così che anche noi siamo trasportati tra le vie di Londra e poi sul mare di Brighton, dove culmina nell’epica sequenza degli scontri con i rockers e la polizia e nella scena di sesso tra Jimmy e Steph in un vicolo.

Il successo

Quadrophenia ebbe un immediato successo di critica e pubblico molto al di là delle più rosee aspettative e tutto è assolutamente meritato, visto che ci parla sì di una particolare sottocultura giovanile, ma la storia resta universale ed è anche una critica alla società occidentale che sembra schiacciare gli elementi più fragili della stessa. Naturalmente la colonna sonora vede moltissimi brani degli Who, ma anche alcuni classici di northern soul, genere prediletto dai mods. Ovviamente l’uscita del film ebbe anche una felice ripercussione sulla cultura modernista che, sebbene mai totalmente passata di moda, visse una seconda giovinezza. Ancora oggi Quadrophenia può contare su milioni di fedeli appassionati in tutto il mondo ed il vicolo della scena di sesso, ora conosciuto come Quadrophenia Alley, è meta quotidiana di pellegrinaggio. Nel 2020 ne è stato tratto un sequel, disconosciuto però dagli Who, dal titolo To Be Someone, che si è rivelato un totale flop. Per concludere, scrivendo questo articolo, mi è venuta voglia di rivederlo per l’ennesima volta e se c’è qualcuno che ancora non lo conosce… be’, che aspetta a colmare questa lacuna?

Roberto Johnny Bresso

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