Roma, 19 apr – Secondo le stime del fondo moneterio internazionale, nel 2022 il Pil italiano è destinato a rallentare la sua crescita in percentuale ancora maggiore, la crescita del prodotto interno lordo dell’Italia è attestato al 2,3%, pari a -1,5% sulle previsioni di gennaio e -1,9% su quelle di ottobre 2021. Per quanto riguarda il 2023 la crescita si sta prevedendo toccherà 1,7 punti percentuali, perdendo circa lo 0,5%; questo processo di rallentamento non sembra arrestarsi, tant’è che per il 2027 è prevista una crescita solamente dello 0,5%. Secondo il Fmi, l’Italia (insieme alla Germania) sono i due paesi dell’area euro che hanno subito le maggiori revisioni al ribasso in relazione alla loro maggiore dipendenza dall’energia russa.

Per il Fmi diminuirà il Pil e crescerà l’inflazione

Nel 2022 e 2023 gli effetti del conflitto in Ucraina porteranno ad un rallentamento generale di tutte le economie, sia di quelle europee che quella globale, con tagli che potrebbero toccare il -1,0% per l’anno corrente. Gli esperti del fondo monetario internazionale prevedono per il 2022, oltre che un rallentamento del Pil, una forte corsa dei prezzi, soprattutto in Italia, dove si stima che l’inflazione raggiungerà il 5,3%, per non parlare la situazione Usa, dove le percentuali dell’inflazione, secondo i grafici, toccheranno il 7,7%.

Rallentamento dell’economia conseguenza del conflitto

La tendenza che si può analizzare è quella di un progressivo rallentamento della crescita del Pil a livello globale, specialmente in Europa, dove l’inizio del conflitto in Ucraina, unito alle relative sanzioni portate avanti dall’Ue, avrà come conseguenza soltanto un indebolimento dell’economia europea e un’ulteriore subordinazione della stessa alla sfera degli Stati Uniti d’America. I dati che ci vengono forniti dagli esperti mostrano come siano l’Italia e l’Europa a subire le maggiori conseguenze del protrarsi di questo conflitto, e che la posizione della Russia come partner economico sia imprescendibile per l’affrancamento dalla schiavitù americana che ci caratterizza da più di settant’anni.

Andrea Grieco

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