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Washington, 15 lug – Sta per uscire anche nelle sale italiane il remake in live-action de Il Re Leone film Disney del 1994 entrato a buon diritto nel canone dei classici di animazione. Ma secondo il Washington Post la storia del leoncino Simba e del suo ritorno a casa come re nasconderebbe un messaggio fascista.

La nuova edizione è tutta “black”

La nuova edizione de Il Re Leone vede un cast di doppiatori d’eccezione, eterogeneo anche per l’appartenenza etnica: in questa riedizione la voce di Nala, ad esempio, è della cantante Beyoncé, fieramente nera, femminista e sostenitrice di Obama, Simba è invece doppiato da Donald Glover aka Childish Gambino, rapper che con la canzone This is America ha fortemente criticato (dal punto di vista “nero”) l’uso delle armi da parte della polizia statunitense.

“Ideologia fascista”

Ma a quanto pare, per gli intellettuali democratici Usa questo non basta: secondo l’autore Dan Hassler-Forest, infatti “per quanto la canzone Circle of Life possa farci sentire nostalgici, la scena in cui viene cantata è anche un doloroso promemoria del programma ideologico del film: ci introduce in una società dove i deboli hanno imparato a venerare i più forti“. Non solo, secondo Hassler-Forest, “Il Re Leone presenta una seducente visione del mondo in cui il potere assoluto non viene messo in discussione e i deboli sono fondamentalmente inferiori. In altre parole: Il Re Leone esprime a lettere cubitali un’ideologia fascista“.

Scar “effeminato” e iene del “ghetto”

Ma il delirio dell’autore, professore nel dipartimento studi sui Media dell’Università di Utrecht, non finisce qui: le iene, che ricordiamo erano l’esercito dell'”usurpatore” Scar, sarebbero la rappresentazione degli stereotipi anti semiti e i quelli sui neri del ghetto. Scar uccide il re legittimo Mufasa davanti agli occhi del figlio ma per il Washington Post è comunque giustificato: “Questo tradimento della tradizione è orchestrato da Scar, il leone disadattato il cui desiderio di promuovere le minoranze (sic) è presentato in un modo che ricorda le caricature conservatrici dei politici liberali”. “Allo stesso tempo” insiste Hassler-Forest, “i suoi gesti effeminati e l’apparente mancanza di interesse per la riproduzione eterosessuale lo contraddistinguono come queer, come Jafar, Ursula e molti altri cattivi nel mondo rigidamente eterosessuale della Disney”. Chiunque di voi sa bene che Jafar, il villain di Aladdin, concupisce la figlia del sultano, mentre Ursula (sebbene nelle fattezze fosse ispirata alla drag queen Divine) ruba il principe alla sirenetta Ariel – che oggi è afroamericana.

Ma il Re Leone altro non è che l’Amleto

Inoltre, la trama del Re Leone altro non è che quella dell’Amleto di Shakespeare, eccezion fatta per il tradimento della madre: e nel film della Disney è possibile vedere come sotto il dissennato regno di Scar la popolazione della savana arrivi alla fame. Ebbene sì, anche i “reietti” della società mangiano gli erbivori, divenendo a loro volta dei “fascisti” seguendo la logica liberal-delirante del Washington Post. Insomma, rappresentare il buon governo anche sotto forma di leoni animati, è sinonimo di propaganda fascista: ci chiediamo cosa penserebbe il giornalista del Washington Post dell’anime Kimba il leone bianco: un pericoloso white supremacist!

Ilaria Paoletti

15 Commenti

  1. Delle due, l’ una: questi “antifascisti” o sono pazzi, o sono porci. Non sono molto sicuro, però, che siano pazzi. Siamo nelle mani di una genia di personaggi che venderebbero le loro figlie, madri, mogli & sorelle. Figuriamoci se non sono disponibili a vendere tutti noi!!!

  2. davvero non credevo che la realtà paradossale tratteggiata da Walter Chiari nella barzelletta “l’operaio e il leone” potesse essere superata nella realtà dei nostri giorni…
    in ogni caso,invito tutti ad ascoltare quella gustosa barzelletta (disponible anche su YT) e a disertare il resto.

  3. Certi giornali in mano alla finanza apolide da quale pulpito fanno la predica??Ma la gente ci crede veramente che loro hanno una morale superiore, a parte quella di servire i loro padroni delle oligarchie finanziarie dominanti che controllano gran parte dei media?

  4. La giornalista non ha fatto molto per argomentare la sua posizione in questo articolo, a parte definire delirio ciò che è stato scritto e usare uno stile canzonatorio da scuola media…d’altra parte quando un’anonima giornalista di un si ritrova a dover commentare su una riflessione di un uomo di studi non ci si può aspettare molto.
    La mia opinione è che ovviamente è un esercizio di retorica. Nessuno giudica fascista Simba o il padre, ma è innegabile (ed infatti la giornalista non lo nega) che alcuni elementi dell’organizzazione sociale che ci viene presentata sono chiaramente fascistoidi: il forte leone decide, le deboli gazzelle obbediscono e vengono sacrificate quando necessario, il sistema è strettamente gerarchico, il leader è per natura capace di governare bene, l’ordine sociale è rigido ed immutabile etc…
    Altri riferimenti, come quelli relativi al queer, sono effettivamente un po stiracchiati.
    Se siete interessati consiglio di leggere l’articolo originale così almeno potete farvi un’opinione vostra, invece di farvi imboccare da Ilaria Paoletti.

    • Secondo me sarebbe meglio evitare di rompere le scatole con le solite insinuazioni al fascismo da parte dei soliti giornalisti comunisti che non hanno ancora capito che i due estremi politici in questione nel 2019 ormai sono da buttare nel cesso e tirare l’acqua. Semplicemente penso che il Re leone simboleggia ciò che significa essere re, reso umano dal punto di vista sociale, come il medioevo, e senza un discorso politico sia di destra che di sinistra, e sopratutto quello che è in realtà l’etica di madre natura, che è la legge del più forte, non quella umana, ma di madre natura. E madre natura non ha altre regole che a noi piaccia o meno ma è così. La gazzella è debole e muore contro un leone, fine del discorso. È l’uomo che ha creato la sua etica, ma in natura non funziona. Mi spiace ma è così.

  5. Secondo me sarebbe meglio evitare di rompere le scatole con le solite insinuazioni al fascismo da parte dei soliti giornalisti comunisti che non hanno ancora capito che i due estremi politici in questione nel 2019 ormai sono da buttare nel cesso e tirare l’acqua. Semplicemente penso che il Re leone simboleggia ciò che significa essere re, reso umano dal punto di vista sociale, come il medioevo, e senza un discorso politico sia di destra che di sinistra, e sopratutto quello che è in realtà l’etica di madre natura, che è la legge del più forte, non quella umana, ma di madre natura. E madre natura non ha altre regole che a noi piaccia o meno ma è così. La gazzella è debole e muore contro un leone, fine del discorso. È l’uomo che ha creato la sua etica, ma in natura non funziona. Mi spiace ma è così.

  6. pensavo che solo noi in italia, avessimo dei pazzi isterici a governare i media, ma vedo che pure questi, non sono secondi a nessuno, in fatto di isteria compulsiva…!!!

  7. Quando una produzione artistica richiede cifre astronomiche, è inevitabile che chi finanzia voglia far fruttare l’investimento mettendoci dei messaggi che tornino utili a chi ci mette il portafogli. Dato che a metterci il portafogli deve necessariamente essere qualche “entità” che ha in mano le redini (i poveracci non hanno mai tante sostanze a disposizione), e che chi arriva a tenere in mano le redini non è MAI una persona eticamente di valore, direi che è normale (anche se disgustoso) vedere infarcire di propaganda pure quelli che dovrebbero essere innocenti passatempo per bambini. I figli mandateli a giocare in cortile, che è meglio.

    Un esempio tra i tanti (e neppure il più radicale): The Spirit of ’43.

  8. A parte che c’è un abuso infinito del termine ‘fascismo’, da cui gli italiani dovrebbero difendersi.
    “Il film – scrive Dan Hassler-Forest – presenta una visione del mondo seducente in cui il potere assoluto non viene messo in discussione”.
    Non credo: il film illustra la crescita di un giovane e il trailer già parla di un sottile equilibrio. Tutto è in discussione. Forse lei non ha ricevuto il messaggio perché non capisce il donare (non l’uccidere) o perché si sente troppo in colpa che i suoi avi hanno ucciso gli Indiani d’America. Eh, sì: il film parla della storia di una monarchia, non di una democrazia.

  9. […] Il disco, realizzato in collaborazione con Disney+, è una specie di prosecuzione The Lion King: The Gift, la colonna sonora del remake del classico Disney Il re leone, uscito l’anno scorso. Anche questa colonna sonora era stata curata da Beyoncé, che aveva peraltro prestato la sua voce di doppiatrice a Nala, giovane leonessa e futura sposa del protagonista Simba. E pensare che, nonostante la Disney avesse riunito un cast di doppiatori multietnico, il film in live action de Il re leone era comunque stato accusato dal Washington Post di… razzismo! […]

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