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Roma, 14 dic – Il biotestamento è legge. Il Senato ha votato a favore del testamento biologico con 180 sì, 71 no e 6 astenuti. In Italia, quindi, per un malato sarà legale appellarsi al diritto di interrompere le terapie senza passare dai tribunali. Detta in soldoni, la legge consente, entro certi limiti, di esprimere in anticipo quali trattamenti medici ricevere nel caso di gravi malattie, compresa la nutrizione e l’idratazione artificiali. Inoltre nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata.

Il voto al Senato è arrivato dopo un complicato iter, e dopo l’approvazione della legge alla Camera avvenuta il marzo scorso. Applausi in aula al momento dell’approvazione da parte degli esponenti di Pd, sinistra e Movimento 5 Stelle, lacrime di Emma Bonino che ha assistito al voto dalla tribuna del Senato. Per il premier Paolo Gentiloni si tratta di “un passo avanti per la dignità della persona”, l’ex Premier Matteo Renzi parla di Italia Paese più civile, la presidente della Camera Laura Boldrini sostiene sia un atto di responsabilità del Parlamento. Di parere diametralmente opposto il centrodestra, che ha tuttavia lasciato libertà di coscienza ai suoi deputati, Lega e parte dei cattolici che hanno definito la legge una forma strisciante di eutanasia.

Punto chiave della legge, che consta in cinque punti, sono le DAT, cioè le Disposizioni anticipate di trattamento. Possono essere redatte da ogni persona maggiorenne capace di intendere e di volere, in previsione di una futura malattia, “per atto pubblico o per scrittura privata, con sottoscrizione autenticata dal notaio o da altro pubblico ufficiale o da un medico dipendente del Servizio sanitario nazionale o convenzionato. Nel caso in cui le condizioni fisiche del paziente non lo consentano, possono essere espresse attraverso videoregistrazione”.

Anna Pedri

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