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Roma, 24 nov – Vi lamentate dell’alternanza scuola/lavoro? Cosa dovrebbero dire allora migliaia di studenti cinesi sottoposti a massacranti tour de force per costruire il nuovo iPhone X? Il principale fornitore di Apple in Asia starebbe infatti impiegando studenti che lavorano illegalmente negli straordinari per assemblare l’iPhone X al fine di recuperare i ritardi nella produzione.

Lo rivela il Financial Times, che ha intervistato sei studenti delle scuole superiori che avrebbero svolto turni di 11 ore lavorative per assemblare il telefonino in una fabbrica a Zhengzhou, in Cina. Al centro dello scandalo, i problemi di produzione che hanno rovinato il lancio dell’iPhone X, posticipato a novembre anziché a settembre, mese in cui tradizionalmente l’azienda fondata da Steve Jobs mette sul mercato le sue novità tanto attese.

L’inchiesta del Financial Times ha fatto emergere l’abuso di una forma di straordinario per studenti stagisti, prevista dalla legge cinese. Ai ragazzi, la cosa sarebbe stata spacciata per «esperienza lavorativa» necessaria per diplomarsi. Insomma,una fregatura con venature molto più che vaghe di schiavismo. I ragazzi, di età compresa tra i 17 e i 19 anni, hanno spiegato di far parte di un gruppo di 3.000 studenti della Zhengzhou Urban Rail Transit School inviati a settembre a lavorare nella struttura locale gestita dal fornitore di Apple con sede a Taiwan.

Si tratta della Hon Hai Precision Industry, più conosciuta come Foxconn. «Siamo costretti dalla nostra scuola a lavorare qui», ha detto Yang, una studentessa di 18 anni, che ha aggiunto: «Questo lavoro non ha nulla a che fare con i nostri studi». Yang – nome di fantasia – ha detto di aver assemblato ogni giorno fino a 1200 fotocamere per iPhone X. La scuola, dal canto suo, si è rifiutata di commentare. Apple e Foxconn, invece, hanno ammesso di aver scoperto casi di tirocinanti che facevano gli straordinari e hanno detto che avrebbero preso provvedimenti in merito. Entrambe le società hanno però precisato che gli studenti stavano lavorando volontariamente.

Foxconn ha vietato agli studenti tirocinanti di lavorare più di 40 ore a settimana. Secondo un impiegato di Foxconn, la fabbrica di Zhengzhou recluta studenti ogni anno durante la stagione in cui il lavoro è più intenso, ovvero tra agosto e dicembre. In questo modo, l’impianto passa da 100.000 a più di 300.000 lavoratori, producendo fino a 20.000 iPhone al giorno. Quest’anno, tuttavia, proprio in virtù delle difficoltà che si è detto, la necessità di lavoratori stagionali sarebbe stata maggiore. Addirittura il ministero dell’educazione di Henan, la provincia cinese che ha Zhengzhou per capitale, situata nella parte centrale della nazione, avrebbe diramato una comunicazione a tutte le scuole professionali della zona per inviare i loro studenti che necessitavano di fare esperienza lavorativa nello stabilimento di Foxconn.

Roberto Derta

 

 

 

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6 Commenti

  1. è LA TANTO DECANTATA ALTERNAZA SCUOLA LAVORO!!!
    HANNO IMPARATO DALL’ITALIA
    SCUOLA
    E LAVORO A PULIRE I BAGNI HHAHHAHAHA

  2. I bambini Uzbeki dai sette anni in su stanno pure peggio, dovendo fare gli schiavi lavorando gratis nei campi di cotone tutta l’estate, dormendo per terra. E il cotone uzbeko viene esportato in tutto il mondo. Ma di quello che succede in Uzbekistan non frega niente a nessuno, neanche alle grandi associazioni che in teoria dovrebbero interessarsi dei bambini

  3. E’ ormai palese come con la globalizzazione, piuttosto che la diffusione del modello europeo di produzione basato sulla tutela dei diritti basilari dei lavoratori nel mondo, stia al contrario portando alla diffusione in Europa del modello cinese basato sullo sfruttamento della manodopera. Invece di fare progressi, regrediamo.

  4. ……come in Italia con la legge ”scuola-lavoro”; i ragazzi/e vengono costretti a ”esperienze lavorative senza retribuzione e senza che tali lavori sino collegabili al percorso di studi..Il PD li abitua al”comunismo” alla cinese….

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