Roma, 30 ago – In Iraq è guerra civile perenne, ma gli scontri di ieri hanno peggiorato il quadro, come riporta Tgcom24.

Iraq, almeno 30 morti negli scontri al palazzo del governo

Finora sono 30 i morti (e circa 350 feriti) accertati in Iraq durante gli scontri al palazzo del governo di ieri. Impatti fisici avvenuti tra i sostenitori del leade sciita Moqtada al Sadr, forze dell’ordine e miliziani filoiraniani. Il luogo, la cosiddetta Green Zone di Baghdad. I sostenitori di al Sadr, vincitore delle ultime elezioni, stavano manifestando a suo favore, ma ad un certo punto sono iniziati gli scontri con le forze dei partiti armati filo-iraniani. Proprio l’Iran, nel frattempo, sospende i voli in Iraq.

Usa: “Situazione preoccupante”

Da Washington, intanto, giungono commenti ufficiali riguardo la “situazione preoccupante” sull’Iraq. Partono alcune accuse contro i membri delle milizie jihadiste sciite filo-iraniane, mentre altre si concentrano sui “proiettili sparati ad altezza uomo” sparati dalle forze di sicurezza governative, con lo scopo di disperdere la folla dei seguadi di Sadr., che nel pomeriggio si erano mossi successivamente alla decisione del leader di ritirarsi a vita privata. Una decisione che potrebbe essere stata strategica, visti i continui negoziati con la fazione rivale nei mesi scorsi.

Gli assalti al palazzo

In centinaia hanno assaltato il Palazzo della Repubblica, ovvero la sede del governo, e nelle settimane scorse era stato occupato anche il Parlamento. Poi le minacce di muoversi anche contro il Consiglio superiore della magistratura. Sadr fa parte di una casata molto forte in Medio Oriente e ha un trascorso come capo delle milizie anti-americane, negli anni successivi alla destituzione di Saddam Hussein. La sua popolarità è progressivamente cresciuta, fino al successo netto delle ultime elezioni.

Alberto Celletti

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