Roma, 11 giu – Dopo 14 anni jurassic-world-logodi assenza dal grande schermo, quei dinosauri tanto amati da bambini quanto dagli adulti tornano a popolare le sale dei nostri cinema: oggi esce il tanto atteso Jurassic World, quarto episodio della saga diretta da Collin Trevorrow e prodotta dalla Universal sotto la supervisione di Steven Spielberg. L’episodio era stato già annunciato nelle sale per il 4 giugno dello scorso anno con il titolo di “Jurassic Park IV” ma a causa di alcune incomprensioni tra la produzione e gli sceneggiatori il tutto è stato posticipato di un anno.

In questo episodio il parco progettato e tanto agognato dal ricco filantropo John Hammond (ormai deceduto) apre finalmente al pubblico nella Isla Nubar venendo gestito non più dalla InGen ma dalla Masrani Corporation. Aperto nel 2005, dopo un iniziale boom, il centro inizia a subire un calo di interesse con conseguente diminuzione delle visite. Così i proprietari decidono di creare una nuova attrazione dando vita ad una nuova specie di dinosauro geneticamente creata in laboratorio che sarà il fulcro attorno al quale verrà costruita tutta la trama del film.

Protagonista del film Owen Grady (interpretato da Chris Pratt), ex militare che sta svolgendo delle ricerche comportamentali sui velociraptor e a cui toccherà il compito di fermare l’Indominus Rex.

“Il mondo perduto – Jurassic Park”, primo film uscito nel 1993 ed ispirato all’omonimo libro di Michael Crichton, divenne celebre per svariati motivi, primo tra tutti per essere stato tra i primi film a sfruttare tantissimo la tecnologia digitale. I Dinosauri infatti furono portati su grande schermo grazie all’applicazione Computer Grafica della CGI – Computer Generated Imagery che lavorò partendo da soggetti animatronici -pupazzi meccanici con componenti elettronici e robotici in grado di dare un’autonomia di movimento ai soggetti.

In qualche modo il film diretto allora da Steven Spielberg fece scuola e vinse difatti 3 Oscar diventando inoltre uno dei film con maggiore incassi della storia del cinema (pari a 920 milioni di dollari).

Si tratta di una saga che è rimasta nei cuori di molte persone (sfidiamo chiunque a non ricordarsi i famosi versi dei velociraptor), il cui primo episodio uscì in un periodo storico in cui la tecnologia non era ancora così sviluppata da prendere il sopravvento sul cinema stesso permettendo così alle pellicole di entrare a far parte di un immaginario collettivo che non era solo legato alla superficialità degli effetti speciali i quali avevano piuttosto la funzione tanto di stupire il grande pubblico quanto di dare un valore aggiunto al film stesso.

Per questo motivo siamo tutti felici che i dinosauri tornino sul grande schermo. Avremo modo di fare un tuffo di 15 anni nel passato delle nostre vite e perché in fondo la curiosità è tanta: se già il famoso T-Rex nel 1993 era in grado di farci emozionare, cosa ci farà provare questo nuovo Indominus Rex quattordici anni dopo?

Alessandro Bizzarri

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