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juventusTorino, 3 mag – La Juventus è nuovamente campione d’Italia. Sarebbe bastato un pareggio nell’anticipo del Marassi contro la Sampadoria per conquistare il quarto titolo consecutivo, è arrivata una vittoria grazie a un gol di testa di Vidal: così i bianconeri, alla 34esima e quintultima giornata di campionato in Serie A, ottengono il 31esimo scudetto della propria storia (trentatré secondo i tifosi juventini, che considerano i due tolti dalla giustizia sportiva per i fatti relativi a Calciopoli).

Archiviato il titolo, la Juventus può iniziare a portare la testa alla partita di martedì sera allo Juventus Stadium, durante la quale affronterà il Real Madrid di Ancelotti per i primi novanta minuti della semifinale di Champions League.

Questo quarto successo verrà ricordato come il primo di Massimiliano Allegri: arrivato a Torino il 15 luglio, dopo le dimissioni di Antonio Conte, accolto da uno scetticismo generale, l’allenatore livornese ha dimostrato di essere un uomo intelligente, scaltro e preparato. Allegri, come ammesso da lui stesso, ha saputo gestire i primi mesi “senza stravolgere il lavoro di chi mi ha preceduto”, per poi riuscire a modellare la squadra secondo il suo credo: la Juventus non è più la squadra schematica e dalle verticalizzazioni rapide di Antonio Conte, ma è una squadra capace di gestire i vari momenti della partita, attraverso un gioco più corale e meno prevedibile, e capace di adattarsi meglio alle caratteristiche degli avversari (la partita di andata contro il Borussia Dortmund in Champions League ne è la maggior prova).

A fine partita, sono state queste le dichiarazioni di Allegri: “I ragazzi si sono messi tutti subito a mia disposizione, ho iniziato a lavorare senza stravolgere il lavoro di chi mi ha preceduto. Pensavano di non poter giocare con la difesa a 4, ma io credo che così siamo più attenti e abbiamo dei centrali tra i più forti in Europa. Centrare il quarto scudetto di fila è un’impresa memorabile, siamo sempre stati in testa alla classifica. Con la squadra abbiamo festeggiato, siamo contenti di quest’annata straordinaria. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato in questo percorso, dallo staff alla società e i giocatori. Questa squadra può ancora migliorare in Italia e in Europa, adesso mettiamo da parte questa serata pazzesca e pensiamo alle coppe. Martedì contro il Real Madrid dovremo essere ancora più bravi, ci vorrà una grande fase difensiva. E’ una partita che si gioca in 180 minuti, dobbiamo essere consapevoli di poter arrivare in finale contro una squadra che può farci male”.

Non potevano mancare i commenti di Giuseppe Marotta e Andrea Agnelli, che hanno potuto rivendicare a gran voce la scelta di luglio ricaduta su un allenatore preparato e più aziendalista dell’ex Antonio Conte.
Marotta ha definito lo scudetto “un successo dal sapore molto importante, dopo un cambio di allenatore traumatico. Ricordo che quando con Agnelli siamo arrivati con Allegri siamo stati accolti tra calci sputi e uova: era una sfida anche per stabilire la leadership della società”. Seconda Marotta, “Max con grande tranquillità è entrato nel gruppo e si è fatto riconoscere come leader. Io credo che l’allenatore abbia un grande merito”.
Con un tweet sulla stessa linea, Andrea Agnelli, presidente della Juventus, commenta la gioia per lo Scudetto, complimentandosi, senza troppi giri di parole, con il tecnico Allegri: “Prendere in mano la squadra il 15 luglio e riportarla alla vittoria, è per fare questo che ci vogliono le palle! Grazie Max”.

Renato Montagnolo

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