Roma, 14 feb – Sodoma” il libro sul Vaticano di Frèderic Martel  è in procinto di sollevare una bufera sul mondo del cattolicesimo.



Il testo  certamente non riceverà un’accoglienza trionfale presso la Santa Sede: sosterrebbe infatti la tesi secondo cui “l’ottanta percento dei sacerdoti che lavorano in Curia sarebbe omosessuale”. E dopo aver studiato l’argomento per più di cinque anni, Martel è giunto alla conclusione che all’interno della Santa Sede si nasconde “la più grande comunità gay del mondo”.

Addirittura, nella sua opera vi sarebbero le prove di numerosi amanti di monsignor Marcinkus, che Martel avrebbe addirittura conosciuto personalmente.
Pio Laghi e Sebastiano Baggio, due cardinali ora entrambi passati a miglior vita, sarebbero stati apertamente omosessuali.
Un altro cardinale, anch’esso ormai defunto, che viene ampiamente trattato in “Sodoma” è il colombiano Alfonso Lopez Truijllo. La fonte su cui Martel si basa per “narrarne” le gesta è  Alvaro León: un monaco benedettino. Egli afferma che a Medellin, nella nativa Colombia, Lopez Trujillo aveva un appartamento segreto appositamente adibito a “alcova” per incontri proibiti con seminaristi, giovani uomini e prostituti. Ma non finirebbe qui: Lopez Truijllo sarebbe stato, tra le altre cose, anche un violento. Ironia della sorte, fu nominato presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia nel 1990.

Martel sosterrebbe, addirittura, che la ragione per cui Benedetto XVI avrebbe deciso di rinunciare al papato sarebbe quella dell’essere venuto a conoscenza dell’estensione degli scandali di pedofilia e omosessualità all’interno della Chiesa cubana durante il suo viaggio apostolico del 2012. Per questa e altre rivelazioni attendiamo, quindi, di leggere “Sodoma”.

Ilaria Paoletti

 

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