Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 27 giu – Approvata ieri a larghissima maggioranza la proposta di legge 622 della Lega (primo firmatario Guglielmo Golinelli) che prevede l’istituzione della “Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino”, individuandola nella data del 26 gennaio. 

I punti del provvedimento

Il provvedimento, che è stato sostenuto e voluto dall’Associazione Nazionale Alpini ha il duplice fine di commemorare la battaglia di Nikolaevka, combattuta dagli alpini il 26 gennaio del 1943, e trasmettere ai giovani “i valori che incarnano gli alpini nella difesa della sovranità e dell’interesse nazionale e nell’etica della partecipazione civile, della solidarietà e del volontariato” (art.1). Come riporta il sito dell’Associazione nazionale alpini (Ana), L’art. 2, che prevede le modalità delle celebrazioni della giornata, stabilisce che associazioni, enti o organi competenti abbiano facoltà di “organizzare cerimonie, eventi, incontri, conferenze storiche e mostre fotografiche, nonché testimonianze sull’importanza della sovranità nazionale, delle identità culturali e storiche, della tradizione e dei valori etici di solidarietà e di partecipazione civile che incarna il Corpo degli Alpini”. L’art. 3 prevede l’imbandieramento degli uffici pubblici, mentre l’art. 4 conferisce “agli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nell’ambito della loro autonomia, la possibilità di promuovere iniziative per la celebrazione della Giornata medesima“. Infine, l’art. 5 precisa che l’attuazione della legge non prevede un carico di oneri per la finanza pubblica.

Grande soddisfazione

Il presidente dell’Ana Sebastiano Favero esprime la sua soddisfazione e spera in un passaggio altrettanto rapido e positivo del provvedimento in Senato. Il sì di Montecitorio ha incontrato anche il plauso del deputato della Lega e componente della commissione Difesa alla Camera Edoardo Rixi: “Il prossimo 26 gennaio celebreremo la prima giornata del Sacrificio alpino, un riconoscimento importante al Corpo militare che in tantissime situazioni, si è distinto per altruismo, senso di comunità, professionalità e solidarietà, sempre in prima linea anche in situazioni di emergenza in soccorso delle popolazioni colpite da eventi calamitosi. Ricordo la loro presenza operosa e fattiva dopo il crollo del ponte Morandi e in operazioni di soccorso in montagna”. “Il sacrificio degli alpini – continua Rixi – si è dimostrato determinante nella storia in situazioni belliche, ma è anche diventato simbolo di valori, di etica, di partecipazione civile, di solidarietà e volontariato in attività di soccorso, con tempestività. L’affetto degli italiani verso gli alpini – conclude – si manifesta poi in occasione dei raduni dell’Associazione nazionale alpini, che richiamano tuttora centinaia di migliaia di partecipanti e ogni iniziativa, anche nei piccoli centri, è un appuntamento fisso di ritrovo per le nostre comunità, dall’entroterra alla costa”.

Cristina Gauri

Commenta