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Parma, 23 gen – Quando una civetta diventa magicamente un’aquila. Nessuna metamorfosi Kafkiana: piuttosto l’ultimo delirio antifascista, contro un logo decisamente apolitico. Ecco cosa è accaduto. Al liceo classico Romagnosi a Parma, il corpo docente ha bocciato la civetta con le ali spiegate, proposta dagli studenti per identificare il liceo. Ma in tempi di antifascismo isterico, immotivato e pretestuoso, quella civetta rievocherebbe troppo l’aquila utilizzata dall’RSI: I rappresentanti d’Istituto, esprimono la loro, motivata, indignazione. Queste le parole dell’ex rappresentante d’istituto Jacopo Rosa: “Sarebbe ora che molti docenti (trinariciuti) si rendessero conto che il ’68 e lo stesso fascismo sono passati da un pezzo! Visto quanto amavo quel luogo, è un grande dispiacere per me venire a conoscenza di tali vicende”.



Il boicottaggio dei professori, impedisce peraltro il merchandising d’istituto: anche questo, viene giudicato “un fatto gravissimo che non può certo passare ‘sotto l’uscio'”. La sezione di Parma del Blocco Studentesco (movimento giovanile di CasaPound), non ha mancato nel farsi, giustamente, sentire. Questa, la nota in riferimento alla vicenda: “È inammissibile la faziosità e la stupidità che hanno portato alcuni professori a decidere di bocciare la creatività degli studenti. Il disegno, raffigurante una civetta (per i greci simbolo di filosofia e saggezza, colei che vede ove gli altri scorgono solo ombre e tenebre) ad ali spiegate, è stato giudicato troppo rassomigliante all’aquila raffigurata sulla bandiera della Repubblica Sociale italiana: non ha invece scaturito nessuna reazione da parte dei professori la stella delle brigate rosse che, dopo l’azione vandalica di qualche sbombolettaro di estrema sinistra, ha adornato i muri esterni della scuola per più di un anno”.

“Questo genere di repressione”, prosegue la nota del Blocco Studentesco, “perpetrata da chi vede fascismo anche dove esso non si paventa minimante, è indice di una scuola non funzionale al suo scopo. Offendere in questo modo il lavoro e l’impegno di questo gruppo di studenti non porterà certo al loro sviluppo socioculturale, compito principale degli istituti d’istruzione”. “Il Blocco Studentesco esprime solidarietà agli ideatori e disegnatori del simbolo, e li incoraggia a portare avanti le proprie idee e a combattere per esse, anche quando qualche stolto professore cerca di mettere i bastoni tra le ruote, anziché farsi promotore della creatività degli studenti”. Ancora una volta, fra i banchi di scuola, non si insegna l’autodeterminazione. Si impone, piuttosto, un’ideologia difficilmente sradicabile. Intanto, nulla di fatto: il logo va ridisegnato. Come andrebbe ridisegnato il “modus operandi” del liceo Domenico Romagnosi. E non solo di quello.

Chiara Soldani



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2 Commenti

  1. Ci sono tanti buoni professori che lavorano ed insegnano,ma ne esiste una buona percentuale di inetti parassiti comunisti che,non facendo un emerito cazzo dalla mattina alla sera,trovano il tempo per rompere i coglioni e portare avanti la loro becera e latrinosa ideologia………. Deiezioni umanoidi.

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