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Damasco, 23 gen – La Siria “eserciterà il suo legittimo diritto all’autodifesa e reagirà all’aggressione israeliana all’aeroporto internazionale di Damasco attaccando l’aeroporto Ben Gurion” a Tel Aviv. A dare l’annuncio il rappresentante di Damasco alle Nazioni Unite, Bashar Al-Jafari, durante una riunione del Consiglio di sicurezza Onu.



La tensione tra Siria e Israele è di nuovo salita vertiginosamente nelle ultime settimane con gli attacchi israeliani (stavolta annunciati e non condotti di nascosto) alle forze iraniane in Siria: diversi obiettivi controllati dai militari di Teheran sono stati bombardati nelle immediate vicinanze dell’aeroporto internazionale di Damasco.

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Ora l’Onu è avvisato: “Se il Consiglio non adotta misure per fermare la ripetuta aggressione israeliana in Siria – continua Al-Jafari – Damasco risponderà all’aggressione con un attacco simmetrico” all’aeroporto di Tel Aviv.

La volontà di Israele di attaccare apertamente gli iraniani su territorio siriano è un avvertimento alla Repubblica islamica, schierata al fianco del governo del presidente Bashar al-Assad, e nemico “giurato” dello Stato ebraico. Infatti il premier Netanyahu ha definito il bombardamento di domenica notte come un atto di “autodifesa” volto ad impedire il “consolidamento” della presenza iraniana in Siria.

Teheran dal canto suo ha annunciato di essere pronta a sferrare un attacco decisivo contro lo Stato ebraico per “eliminare il regime sionista dalla faccia della Terra”.

La ulteriore destabilizzazione della regione e l’attuale escalation si deve all’annuncio del presidente Usa Donald Trump di voler ritirare le truppe dalla Siria – decisione vista da Tel Aviv come un tradimento.
A ciò si aggiunga che le forze armate russe del presidente Vladimir Putin stanno fornendo assistenza militare a Damasco dall’inizio della guerra civile, svolgendo anche regolari operazioni umanitarie in tutto il paese. Mosca sta ora assistendo Damasco anche nella ricostruzione postbellica e nel ritorno dei rifugiati.

Tuttavia, nel braccio di ferro tra Tel Aviv e Teheran, Israele ha l’appoggio delle monarchie sunnite del Golfo. Gli Emirati Arabi Uniti non a caso all’Onu hanno appena condannato “l’ingerenza dell’Iran in Medio Oriente”.

Adolfo Spezzaferro

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