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Roma, 14 mar – Formata dalle ceneri della 1° Flottiglia M.A.S., il 14 marzo 1941, nemmeno un anno dopo l’entrata in Guerra dell’Italia, la Regia Marina Italiana si dotava di una delle sue più famosi divisioni: la X° Flottiglia M.A.S. Una divisione che è sempre stata, fin dagli albori e durante il primo conflitto mondiale, un importantissimo reparto dell’Esercito. L’acronimo MAS sta infatti per “Memento Audere Semper”, il moto del Vate, Gabriele D’Annunzio, che, a bordo di un sommergibile (il MAS appunto), compì la famosissima “Beffa di Buccari” ai danni della Marina Austro – Ungarica. La X° M.A.S. deve il suo nome dalla Decima Gemina, la legione prediletta da Giulio Cesare.
All’inizio di marzo del 1941, il Regio Esercito decise di fondare un reparto di pronto intervento marino che restasse operativo nel Mediterraneo in funzione anti – inglese. Malgrado la deludente e quanto mai inutile offensiva di Malta, la Decima si fece onore nell’attacco di Alessandria. Il Comandante Junio Valerio Borghese, futuro presidente del MSI, si metterà a capo del corpo di spedizione italiano che, sfruttando il favore delle tenebre egiziane, si avvicinerà di nascosto alle tre più importanti e mastodontiche navi inglesi che ormeggiavano di stanza nel Mediterraneo, le minerà e ne affonderà due danneggiandone, comunque, gravemente una terza. Alla Decima MAS vennero affidate missioni in tutto il bacino del Mediterraneo e non solo; venne inviata anche nel Mar Nero e nel Baltico fino a pianificare un’operazione mai avvenuta passata alla Storia come “Operazione S” che prevedeva un intervento italiano della Decima assieme all’Aereonautica Regia sul porto di New York.
Come il resto dell’Esercito, anche la X° MAS si trovò a dover scegliere da che parte stare. Molti marò di stanza al sud si allearono con gli Americani mentre moltissimi altri ancora di stanza a La Spezia, come lo stesso Borghese, rimasero in attesa di ordini da Roma. Borghese ordinò, infatti, che venisse attaccato chiunque avesse cercato di occupare la caserma. Alla fine, però, intento più che mai a combattere contro gli anglo-americani, Borghese scelse l’alleanza con il Reich. Il Comandante, sapendo che la sua non era la volontà di tutti i soldati presenti in caserma, lasciò loro la libertà di congedarsi e di tornare a casa senza complicazioni. Nonostante la rivalità di schieramento, tra le Decima dei due schieramenti non ci furono mai scontri aperti in quanto entrambe cercavano di limitare l’ingerenza partigiana, non sempre benvista nemmeno dagli Americani per la forte matrice comunista che la caratterizzava, ma anche per impedire l’invasione titina della Venezia Giulia. La Decima, infatti, si distinse anche per la difesa vana di alcuni partigiani cattolici a Portus dall’attacco di altri “compagni partigiani” comunisti.
Alla fine della guerra la X° MAS venne formalmente sciolta, il suo leader storico, “un capitano di ventura, come nella tradizione delle antiche repubbliche” come lo definì Maugeri, Borghese venne accusato di collaborazionismo e massacro di partigiani. In particolare, l’accusa si riferisce all’uccisione di due membri della Decima da parte di alcuni militanti antifascisti che vennero, in seguito, catturati e uccisi. Borghese si difese affermando: “Che cosa si può dire a un comandante di reparto che viene a conoscenza del fatto che alcuni suoi uomini sono stati massacrati, non durante il combattimento ma in una vile imboscata? Si era in guerra e Carallo seguì le spietate leggi di guerra. Venni messo al corrente dei fatti a fucilazione avvenuta. Richiamai Carallo perché, pur ritenendo legittimo il suo comportamento secondo il codice di guerra, egli aveva commesso una grave scorrettezza firmando “Principe Valerio Borghese” un manifesto che venne affisso nella zona. Ho sempre apposto il mio nome dopo il titolo del quale mi onoro, quello di Comandante”. Con la fine della guerra, terminava anche l’operatività della divisione, un gruppo nato da un motto che incitava ogni suo membro a “ricordarsi di osare sempre”, di non temere il pericolo o il nemico, di guardare sempre avanti, puntando alle “cose grandi” nel senso latino del termine: la gloria e il ricordo eterni.
Tommaso Lunardi

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10 Commenti

  1. L’acronimo sta anche per Motoscafo Armato Silurante.
    Le migliori gesta dei migliori uomini della storia del II conflitto. Questo andrebbe studiato nelle scuole, non la lotta partigiana, una vera vergogna nazionale!

      • la storia dalla parte dei perdenti non è mai esistita. Nelle guerre civili – come in Italia – se vincono gli insorti son chiamati partigiani e libeatori, invece se vince la politica al governo , gli insorti vengono chiamati terroristi (come anche in italia fu fatto ma poi vinsero i partigiani ) . Chi vince la guerra civile poi scrive la storia, chi la perde se ne lagna a vita e nei secoli dei secoli. ( prima lezione di diritto internazionale : la sovranità popolare) . Continuare a pensare alla guerra civile per dire di non accettarne il risultato non serve a niente e non porta da nessuna parte. I migliori vincono perchè l’importante non è partecipare , l’mportante è vincere e quindi : GUAI AI VINTI !!! VAE VICTIS

  2. infatti, il motto ”memento audere semper” d’annunzio lo inventò proprio per accordarlo al nome della divisione, e non viceversa.

  3. La Decima Flottiglia MAS nel suo complesso non fu mai una “Divisione”, se è per questo. ?
    Furono riorganizzati (e solo sulla carta) come Divisione i soli Btg e Gruppi delle unità di terra della Decima della RSI, infatti.
    Sarei poi curioso di sapere a quale Centro Sociale appartenessero i “militanti antifascisti” citati nell’articolo ???

  4. Buongiorno signori, vi prego di perdonare il mio intervento ma vista la confusione mi trovo costretto a dover fare alcune necessarie precisazioni in quanto estimatore ed appassionato, poiché la storia lo impone, riguardo all’ incursione svoltasi in Buccari;
    Essa venne svolta con i mas, il mas 96 era quello su cui vi era D’Annunzio, il comandante della missione capitano di fregata Costanzo Ciano ed il capitano di corvetta Luigi Rizzo.
    L’ acronimo MAS significa motoscafo armato SVAN e la sigla che precede significa società veneta automobili nautiche.
    La beffa di Buccari non vide l’ombra della partecipazione di un sommergibile della regia marina italiana.
    In ultimo la X MAS non fu mai un reparto del Esercito, mai, neanche quando i battaglioni combatterono come fanteria leggera contro l’invasione degli Alleati.
    Cordiali saluti a tutti e vi prego di perdonare di nuovo il mio intervento.

    • E poi ci lamentiamo che quelli di sinistra ci considerano ignoranti, se non riusciamo neanche conoscere e raccontare i fatti storici correttamente ed abbiamo costantemente bisogno di correzioni e suggerimenti cosa pretendiamo…?!?

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