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Roma, 27 lug – Come anticipato ieri su questo giornale, il governo Macron punta alla nazionalizzazione dei cantieri Stx. Si tratta di un vero e proprio scippo a Fincantieri, l’azienda italiana partecipata dallo Stato che ieri ha avuto un tracollo in borsa proprio a causa della virata francese. Il quotidiano gauchista Le Monde, sempre come scrivevamo ieri, aveva anticipato l’intenzione di Macron ed oggi ha confermato quella che fino a qualche giorno fa sembrava una scelta inimmaginabile. “Emmanuel Macron ha scelto di nazionalizzare Stx piuttosto che affidarne le chiavi al gruppo italiano Fincantieri, ritenuto problematico L’operazione dovrebbe essere ufficializzata dal ministro dell’Economia Bruno Le Maire” e verrà “attuata concretamente entro venerdì sera”. Così si legge oggi sul giornale transalpino.



Nel pomeriggio, alle 15, si terrà una conferenza stampa del ministro Le Maire in cui verrà annunciata la soluzione francese per i cantieri Stx che, ricordiamo, Fincantieri si era assicurato con un accordo che avrebbe visto alcuni azionisti italiani assicurarsi la maggioranza assoluta (66,7%). Si tratta quindi di un vero e proprio scippo francese ai danni dell’azienda italiana, la seconda sberla rifilata al governo Gentiloni dopo la mossa diplomatica libica che di fatto ha relegato l’Italia ad un ruolo subalterno e di conseguenza al momento quasi irrilevante.

La nazionalizzazione dei cantieri Stx dimostra che la Francia conserva una sovranità decisionale non trascurabile, mentre l’Italia non è in grado di tutelare, facendo la voce grossa, i propri interessi strategici. I continui messaggi distensivi da parte del nostro governo hanno ricevuto soltanto sorrisi ironici da Parigi, finti attestati di amicizia che celavano come prevedibile intenti egemonici che, sia chiaro, dal punto di vista francese sono assolutamente legittimi. Ad essere invece intollerabile è l’atteggiamento debole, anche a parole, dell’Italia. Stiamo di fatto subendo le mosse di una Nazione europea che agisce in solitaria senza interpellarci anche quando siamo parti in causa, attuando contro di noi una palese guerra economica e diplomatica. Ecco a voi “l’amico Macron”.

Eugenio Palazzini



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