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Roma, 24 mag – Silvio Berlusconi è pentito dell’aver dato il suo licet alla formazione di un governo giallo-verde, con Forza Italia fuori dai giochi. Sono giorni che afferma di essere deluso da Matteo Salvini, perché il leader della Lega non ha rispettato gli accordi, non ha portato il programma della coalizione di centrodestra sul tavolo della trattativa con i 5 Stelle.
Al Cavaliere non piace neanche il professor Giuseppe Conte, non sembra “affatto credibile come premier”, avrebbe detto ai suoi, e non è stata sufficiente neanche la sua prima dichiarazione al Colle – dopo due ore a colloquio con Mattarella, il quale ha “imbeccato” il giurista sul fronte Ue – di voler essere rassicurante per l’Europa. Berlusconi è fortemente preoccupato dall’idea che un prof prestato alla politica, privo di qualunque esperienza in merito, possa rappresentare l’Italia in Europa e nel mondo, possa confrontarsi con una Merkel o un Macron, o, ancora peggio, parlare con un Trump.

Adesso quindi è scontro aperto – come si legge sulle pagine del Giornale, che nei confronti di Salvini ricorda i tempi d’oro di Repubblica contro il Cav – e il leader di FI promette opposizione dura sul programma di governo. Ma il dato politico è che il centrodestra non si può spaccare – le elezioni in Val d’Aosta hanno conclamato la crescita della Lega a spese degli altri due alleati della coalizione – e anche in vista delle amministrative di giugno, Forza Italia non può permettersi di perdere il treno della Lega.
Il resto rientra nel gioco delle parti, nei tatticisimi. “Non voteremo la fiducia – sottolinea la capogruppo di Fi al Senato, Anna Maria Bernini – a un governo che nasce sbilanciato sul M5S e ha un programma che non risolve i veri problemi dei cittadini”. Le fa eco Maria Stella Gelmini, capogruppo alla Camera, ribadendo che “sta per nascere un esecutivo a forte trazione grillina”. Il portavoce di Forza Italia, Giorgio Mulè, poi mette alla berlina le capacità del premier: “Conte avvocato difensore degli italiani? Applicherà una sentenza di condanna”.
Battute a parte, l’ordine di scuderia è che non si può rompere con Salvini. Non a caso, infatti, quando Renato Brunetta a Carta Bianca su Rai 3 ha attaccato il leader della Lega per non aver rispettato il patto con gli elettori (“Berlusconi si è già pentito di avergli dato via libera”), è stato subito smentito dai capigruppo, Gelmini e Bernini: “Ha parlato a titolo personale, con opinioni che non corrispondono al pensiero di Berlusconi e di Fi”.
Quello che fa specie al Cavaliere è restare fuori dalla stanza dei bottoni. Così come faranno di certo una brutta impressione ai decani azzurri questi leghisti populisti nuova élite di governo. Vero è che i toni sono più pacati, che gli angoli sono smussati, che la spinta federalista, anti-sistema cede il passo alla “ragion di Stato“, diciamo. Ma non è che i populisti siano diventati elitari arbitrariamente, sono stati mandati a governare dagli elettori. E per governare si tratta, si scende a compromessi, si cede su alcuni fronti per difendere quella “Alamo” del programma che altrimenti suonerebbe come un tradimento. Ecco perché in tanti (Berlusconi compreso, che è un vecchio volpone della politica) stanno aspettando la squadra dei ministri: nei ruoli chiave ci saranno politici o tecnici? Porteranno avanti politiche in linea con il programma elettorale o saranno pura espressione di quel sistema che fino a ieri i leghisti hanno condannato? Staremo a vedere.
Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Berlusconi è in caduta libera ma è ancora convinto di potere dire la sua.E questo è un problema, sia per vil paese ma sopratutto per gli eletti di Forza Italia che si troveranno con il sedere per terra alle prossime elezioni a meno che non si smarcano dal vecchietto e pensano al bene della nazione

  2. Veramente patetico, libero e impunito potrebbe fare il nonno e vivere da principe……..rompe ancora i coglioni , lui è il suo gruppo di cortigiani e cortigiane……..in ferie e a non rivederci mai più.

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