Il momento della composizione delle liste ha prevedibilmente ampliato le faide interne alle correnti presenti nei singoli partiti. Listini bloccati, candidature “paracadutate” e volti eccellenti lasciati fuori dalla corsa elettorale hanno prodotto dibattiti e scontri quasi in ogni forza politica. Tuttavia, tra le file del Partito Democratico sembra essersi consumata una battaglia intestina, frutto di anni di contrapposizioni e spaccature giunte ormai alla resa dei conti. Il segretario dei DEM, Enrico Letta, ha comprensibilmente operato per comporre delle liste colme di figure vicine alla propria linea politica ed area di partito. Infatti, nel PD è già in corso la preparazione di un congresso post elettorale, con fazioni e volti pronti a contendere all’ex professore universitario la leadership del partito. Stefano Bonaccini, ad esempio, appare come il nome maggiormente credibile ed accreditato per contendere la poltrona da segretario a Letta.

Problematiche interne alle liste

Nel corso di questa legislatura abbiamo spesso assistito alle problematiche interne al Nazareno, dove i segretari susseguitisi in questi anni spesso non avevano il pieno controllo delle truppe parlamentari. In occasione della formazione del governo Conte-bis, Matteo Renzi riuscì nella creazione di una maggioranza di governo composta dai parlamentari dem proprio perché una buona fetta di essi non aveva alcuna lealtà politica nei confronti dell’allora leader di partito Nicola Zingaretti. Pertanto, il comportamento politicamente legittimo e comprensibile assunto da Enrico Letta in queste settimane non è altro che il trattamento ovvio da somministrare ad una forza politica di cui si è responsabili.

Basta con il solito moralismo del Pd

Anche in ragione di ciò, sarebbe necessario che il PD smettesse di utilizzare il moralismo come arma di scontro interno, come fatto ai tempi di Matteo Renzi, accusato di aver lottizzato la forza politica con la composizione di liste ad personam. Ripensando alle accuse di Letta e co nei confronti del “rottamatore” ed osservando il comportamento attuale della segretaria del PD viene spontaneo esclamare che un bel tacer non fu mai scritto.

Tommaso Alessandro De Filippo

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