Roma, 25 gen – Le piste del Sestriere vengono cedute al fondo inglese iCON Infrastructure, come riporta il Giornale. Ma la loro storia richiama quella di un’Italia libera che non c’è più.

Sestriere, l’acquisto della terra e la fondazione: il vecchio amore degli Agnelli

Era il 1930 quando Giovanni Agnelli acquistò, per 40 centesimi al metro quadro, i terreni sui quali oggi poggia il Sestriere. Successivamente, nel 1934, sarebbe stato fondato il comune, con regio decreto del 18 ottobre. Giovanni e suo nipote Gianni si trovarono a visitare il luogo più volte. Gli attuali eredi degli Agnelli (la moglie di Umberto Allegra, i figli e i nipoti) hanno ancora dimora lì. Lì dove, come a Villar Perosa, si snoda la storia della famiglia di imprenditori italiani. Il Sestriere nasceva per offrire ai torinesi un posto dove sciare, non lontano dalla città. E così il senatore Giovanni Agnelli sviluppò l’area: vi costruì un albergo, cui aggiunse tre funivie che erano già pronte nel dicembre del 1932.

Lo sviluppo del Sestriere venne duramente interrotto dalla seconda guerra mondiale. Successivamente, avrebbe ospitato manifestazioni sportive importantissime, come la coppa del mondo di sci alpino del 1967, i mondiali di sci del 1997 e, più recentemente, delle gare alpine delle Olimpiadi invernali del 2006.

L’acquisizione di iCON

iCON Infrastucture – come riporta Borsa Italiana –  è un gestore di fondi di investimento provvisto di circa 5 miliardi di dollari di asset. La società inglese ha acquisito il 100% della Sestrieres S.p.A dalla Pubbli-Gest S.p.A e A.B.C. S.r.l, società fondate anch’esste nel 1931 e con sede proprio al Sestriere. L’area sciistica è una delle più grandi in Europa, con 305 chilometri di piste e 47 impianti di risalita. Gli obiettivi di Icon sono di sviluppare l’infrastruttura della Vialattea, impegnandoci oltre 30 milioni di euro. Ian Macleod dirigente di Icon, ha dichiarato: “Con questa transazione, abbiamo l’opportunità di acquisire una delle più grandi aziende operanti nel settore delle stazioni sciistiche in Italia. Non vediamo l’ora di lavorare a stretto contatto con il management team e i comuni locali per sviluppare ulteriormente il comprensorio. Intendiamo infatti sostenere un piano di sviluppo a lungo termine a beneficio del business e delle comunità ed istituzioni locali nel loro complesso”.

Stelio Fergola

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