Roma, 25 feb – Ah, belli i tempi di quando venne eletto Joe Biden, colui che avrebbe fatto trionfare la pace e la democrazia. Mica come quel cattivone di Donald Trump, colui che aveva sganciato “più di 7mila bombe” e che non era riuscito a fermare nessun conflitto con gli Stati Uniti attivamente coinvolti (poco conta ne avesse frenati almeno tre in Venezuela, Siria, Corea del Nord). Alla luce della guerra in Ucraina, dei dannosissimi accerchiamenti della Russia (con riflessi e conseguenze incalcolabili per la nostra economia), le esultanze per “Sleepy Joe” assumono tutt’altro sapore. Ancora più amaro.

Biden, pace, democrazia e autoabbracci

Evviva Joe Biden, evviva la pace, evviva la democrazia. Siamo così felici che ci abbracciamo da soli. Per meglio dire, ad abbracciarsi da solo fu quel geniaccio di Paolo Gentiloni, con il suo ormai leggendario tweet “celebrativo” dell’elezione del candidato democratico alla Casa Bianca. Tre righe di mestizia le quali, probabilmente, verranno scolpite anche nella pietra.

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E che dire del Nostradamus della sfiga, Piero Fassino, quello che dalla previsione nefasta sul Movimento 5 Stelle è diventato un fenomeno di pronistici rigorosamente errati. Non poteva non confermare il suo talento, il buon Pierino, ed esprimerlo così, mentre noi immaginavamo di ascoltarlo nel suo inconfondibile accento piemontese.

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“Coesione e non lacerazione” scriveva Fassino. Oggi ci troviamo una sola coesione, quella dell’Europa asservita agli Usa che, insieme a Washington, accerchia e sanziona un Paese, la Russia, essenziale per il proprio approvvigionamento energetico. Ma sono dettagli di poco conto. L’importante è che, nel novembre 2020, il male abbia perso e il bene abbia vinto. I risultati, d’altronde, parlano chiaro.

Un mondo completamente distante dalla realtà

In appena due anni il signor Joe Biden ha espresso tutto meno che “coesione, pace e democrazia”. E ha già sconvolto gli scenari internazionali i quali, in fondo, durante la presidenza Trump erano rimasti tutto sommato immutati: nessuna reale smobilitazione americana (ma sarebbe davvero realistico chiederla?) degli assetti geopolitici ma, se non altro, nessuna nuova tensione generata. Oggi viviamo il dramma di una guerra in Ucraina motivata dall’accerchiamento della Russia e da sanzioni contro Mosca che, lo scopriremo con grande dolore, potrebbero portarci a una crisi economica forse superiore anche a quella del Covid. Quindi, a ben vedere, la coesione c’è: quella di un Occidente che vira dritto verso le scogliere.

Stelio Fergola

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