Roma, 6 set – Enrico Letta ora parla di “allarme democratico”, come riporta l’Ansa. Dopo numerose perle su presunti complotti centristi ai suoi danni, pensieri del passato su inesistenti estreme destre francesi, più varie ed eventuali, il segretarissimo adesso cambia termini, anche se il concetto è lo stesso, ripetuto come un disco rotto. E sapete quale.

Letta, “allarme democratico”, nome in codice “fascismo”

Si scrive “allarme democratico”, si legge fascismo. Perché il contenuto non cambia mai. Si cerca di usare parole diverse, probabilmente per l’incapacità genetica di affrontare temi di politica, proposte. Ed ecco che Letta raduna gli eserciti di chi difende la sacra democrazia: “Voglio lanciare un allarme per la democrazia italiana, peso le parole, non voglio usarle a vanvera: abbiamo 17 giorni per cambiare la storia del nostro Paese ed evitare che l’allarme per la democrazia italiana diventi realtà”. Addirittura “cambiare la storia”. E la miseria, caro Enrico. Ma non starà mica lei parlando di dittatura e fascismo? In questo caso si pensa, ma non si dice. Perché Letta si lamenta di chi sottovaluta le cattivissime destre che “vinceranno ma non governeranno perché si squaglieranno subito dopo”. Una sottovalutazione che il segretarissimo descrive così: “Percezione sbagliatissima, perché con una vittoria larga della destra, le carte si rimescoleranno, ma all’interno della destra. Tutti coloro che sono fuori dalla destra non avranno nessuna voce in capitolo“.

Quindi sì! L’allarme è nuovamente, noiosamente, ridondantemente, la dittatura. Ed è sbagliato anche pensare che la buonissima Europa possa salvarci da questo inferno terribile, secondo Enrichetto: “Mi ricorda molto quello che accadde nel Regno Unito prima del voto della Brexit. Pensarono in questo modo e alla fine tanti non andarono a votare, perché non pensavano sarebbe stato così decisivo. Eppure quel voto, una volta dato, è rimasto per sempre, come è giusto che sia. Perché il voto in democrazia non può immaginare una cancellazione successiva. Una volta che hai votato quelle sono le conseguenze. Ecco quindi la terza percezione sbagliata: dopo non ci salverà qualcun altro, sta a noi oggi, nella campagna elettorale e nel voto, salvare noi stessi, salvare l’Italia”.

Quanto durerà questo supplizio?

Domanda lecita, visto che noi addetti ai lavori diamo notizie, commentiamo fatti e li riportiamo. Mettetevi nei nostri panni. Cosa dovremmo fare ogni qualvolta che cerchiamo presunte “novità” nelle proposte e nelle affermazioni provenienti dalle sedi del Pd? Come al solito, poi, il Partito si autoproclama il suo opposto: tattica, lo dicevamo anche noi, ormai consolidata. Principale artefice della rovina italiana, si autodescrive come difensore addirittura della Patria: “Salvare l’Italia”, si ode. Però insistiamo sul punto: quanto durerà? Purtroppo, fino al 25 settembre. Se dovesse poi vincere il centrodestra dioneliberi. Anni. Vien quasi voglia di vederli vincere (che tanto governano lo stesso) pur di non sentirli più aprire bocca con queste scemenze.

Stelio Fergola

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