Roma, 31 ago – Esimio governo, presto, intervieni sul caro bollette! Sono settimane che sentiamo ripetere questa cantilena, da tutti i partiti. E onestamente siamo stanchi, dopo l’ultimo aggiornamento, griffato Ansa, di ieri sera.

“Governo, salvaci dal caro bollette!”

Dicono più o meno questo, i leader delle formazioni politiche italiane. Un governo in cui non si pensa minimamente a uno scostamento di bilancio dovrebbe risolvere il caro bollette, ma non si capisce come, visto che anche soltanto la parola “scostamento” può essere a stento immaginata. In un certo senso è perfino una bestemmia, perché lo Stato italiano continua a comportarsi come un’azienda fatta di voci passive e attive, perfino di fronte a un’emergenza così seria. Lo Stato italiano è ingabbiato in un sistema internazionale che lo costringe ancora di più a questa strada forzata.

Ma ciò nonostante, tutti in pressing su Mario Draghi. Intervenga subito sul caro bollette, si dice. Lo dicono Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Enrico Letta, Antonio Tajani, e chi più ne ha più ne metta. La cosa bizzarra è che quasi tutti invocano l’intervento “tempestivo” sottolineando uno scetticismo verso lo scostamento (il che significa, in parole povere, intervenire impoverendo comunque fasce di italiani a suon di tasse). Domanda spontanea: ma allora, a che serve? Impoverire con le bollette o impoverire con le tasse, così su due piedi, non è che cambi granché. Il leader del Carroccio è l’unico che valuta l’ipotesi, il coordinatore di Forza Italia esprime un “nì” (“solo se la situazione dovesse precipitare”), la Meloni è quasi per un “no”, in piena sintonia con Draghi, nei fatti (“nuovo debito è l’ultima ratio, perché l’Italia è già indebitata fuori controllo”).

A margine di ciò, c’è l’Ansa che definisce “maxi scostamento” quello avvenuto al tempo del Covid. Il che ci dà una pallida idea di come, qui, si viva in una dimensione parallela. In cui lo Stato non spende niente e se tira fuori qualche spicciolo in più viene percepito addirittura come un fatto enorme. Che tristezza.

Cari partiti, ma a cosa volete appellarvi?

Non è possibile né c’è alcuna volontà di mettere mano alla spesa pubblica senza danneggiare fasce di cittadini con le tasse, non c’è nessuna disponibilità a intervenire seriamente per contenere il caro energia e bollette. Sulla benzina si è intervenuto – inutile negarlo – al minimo indispensabile. Quindi la domanda è scontata: cari partiti, ma a cosa vi appellate? Non c’è alcuna possibilità che lo Stato sia seriamente intenzionato di compensare la corsa folle dei prezzi. E voi lo sapete. Di conseguenza i vostri appelli servono solo alla campagna elettorale: perché di sostanzioso c’è molto, molto poco.

Stelio Fergola

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