Roma, 23 feb – “L’Italia deve dire la sua nella crisi ucraina, a tutela degli interessi nazionali e dei cittadini, ma ha gli uomini giusti nei posti giusti?“: parola dell’ammiraglio di divisione (ris) Nicola De Felice. Esperto di sicurezza nazionale (nonché nemico giurato delle navi Ong che ci riempiono di clandestini), De Felice ci ha spiegato chi ha ragione nell’escalation Usa-Russia e quale dovrebbe essere il ruolo della nostra nazione.

Ammiraglio, come bisognerebbe intervenire nella crisi ucraina?

“Ogni decisione strategica costituisce un caso a sé stante e non esistono regole scientifiche che individuano quella più opportuna da adottare. Esistono, tuttavia, dei modelli strategici di riferimento ai quali far risalire le scelte strategiche. Il modello che meglio si attaglia alla complessità dello scenario ucraino è quello della cosiddetta strategia diretta, il cui approccio è di natura globale e tende ad agire sul sistema politico-sociale delle controparti. Le nazioni e le organizzazioni internazionali determinano la propria posizione sulle crisi sulla base della volontà, degli interessi e delle alleanze in gioco”.

In sostanza, cosa significa? E come si applica allo scenario del Donbass?

“Con il riconoscimento russo delle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk – al pari di quanto succede in Italia nell’affrontare il tema del flusso marittimo incontrollato dei clandestini dall’Africa – si può sicuramente dire che il diritto internazionale non è assolutamente applicato”.

Perché?

“Se gli Usa individuano delle pretestuosità nelle argomentazioni addotte dalla Russia, è pur evidente come tali argomentazioni – per esempio l’autodeterminazione dei popoli, la protezione dell’identità russa – altro non siano che un duplicato di quelle utilizzate dalla Nato per giustificare la guerra in Libia e in Jugoslavia”.

E la posizione della Russia?

“Gli argomenti addotti da Putin nel suo discorso di riconoscimento delle repubbliche filorusse non sono banali, essendo inoppugnabile che la Russia è nata con Kiev capitale e che l’Ucraina è stata parte integrante della Russia stessa. A questi logici ragionamenti si può però controbattere che l’identità ucraina si è sviluppata solo in età moderna ed è oggi una palese realtà. Se gli abitanti del Donbass sono in maggioranza di origine russa è perché, nell’epoca dello sviluppo industriale di tale regione, essa subì una forte immigrazione dalla Russia”.

Quindi?

“La realtà è che in Ucraina non si combatte né per il diritto né per la storia, si combatte per gli equilibri strategici tra la Nato e la Russia. Mosca non vuole che la Nato inglobi l’Ucraina, né ora né mai. Se questa crisi è stata provocata da Mosca, la faccenda ucraina deve parecchio alle mosse precedentemente compiute dagli Usa intese ad estendere la propria sfera d’influenza. Ora, c’è un ampio ventaglio di opzioni da condividere e coordinare con gli alleati e l’Italia deve dire la sua”.

Come deve intervenire l’Italia, visto che per adesso è messa alla berlina da Mosca dopo le parole di Di Maio?

“L’Italia deve sviluppare una strategia di sicurezza che, tradotta in termini pratici, vuol dire dare una logica alle proprie azioni. L’Italia deve utilizzare ai propri fini gli elementi in gioco, bilanciandone opportunatamente il peso in funzione degli obiettivi prescelti. Questo governo si deve domandare se è meglio l’Ucraina nella Nato, l’Ucraina Stato cuscinetto, l’Ucraina nella sfera d’influenza russa. Il governo deve individuare un’azione strategica nel suo complesso che, unitamente alla qualità dei processi di interazione tra gli elementi componenti (soprattutto lo strumento diplomatico, quello economico, quello militare e quello dell’intelligence) possa fornire coerenza e funzionalità al sistema dalla quale essa è generata. A tutela degli interessi nazionali e del popolo italiano. Ma abbiamo gli uomini giusti ai posti giusti?”

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. Joe lo scorreggione e la sua vice negra hanno parlato di SOVIETICI …… questo ci dice quanto
    vivano nel presente .

    Venendo a noi , la Russia è un OTTIMO partner economico , ci sono , scusate c’ erano prima della
    FINTA pandemia ….. più turisti RUSSI che amerikanski .
    E ….. “culturalmente” NON abbiamo nulla a che vedere col globalismo e i Black Lesbo Minchioni !
    A parte qualche odiatore dei BIANCHI e della nostra Patria , disgraziatamente nati qui , che NON
    ci rappresenta ma , ci governa .. Ma quelli sono gli idioti dell’ UNO vale UNO …….

    Stiamo perdendo MILIARDI nell’ export , per far piacere a Slleepy Joe , per poi elemosinarli dagli
    nEuro stronzi che si inginocchiano davanti ai BingoBongo e finanziano le navi NEGRIERE che ci invadono ……

    да здравствует путин !!!!!!

    Usciamo dalla NATO e dalla UE , oggi i veri nemici sono gli USA e la UE .
    Soros , Bezos …. Von der Minchia , BLM …. e pure un prete vestito di bianco che ODIA la patria
    dei suoi nonni , già è un Gesuita/Massone ….

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