Roma, 4 gen – I media filogovernativi che spargono allarmismo continuano a titolare con il passaggio alla zona gialla o arancione di questa o quella regione, ma ormai con il super green pass obbligatorio per tutto i colori delle regioni non hanno più alcun senso. Allo stato attuale infatti con la segregazione dei non vaccinati, le regole per chi ha il super green pass sono le stesse ovunque, ad eccezione di uno scenario da zona rossa.

Colori regioni, con il super green pass non hanno più senso

Ma la zona rossa, ossia il lockdown, è storia passata. Tra alta percentuale di vaccinati e variante Omicron, molto meno pericolosa delle altre – segno che il virus si sta riducendo a banale raffreddore – è molto difficile che per una regione torni l’incubo del confinamento. Eppure le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza continuano a sancire i passaggi di colore delle regioni. E i giornaloni gli vanno appresso con titoli allarmistici. Cerchiamo di capire perché tutto ciò è inutile.

Zona bianca, gialla e arancione: praticamente non cambia quasi nulla

Con le attuali restrizioni – super green pass per fare tutto, compreso prendere i mezzi pubblici – le regole per la zona bianca, la zona gialla e la zona arancione sono praticamente identiche. Infatti chi non ha il super green pass ha le stesse restrizioni, viceversa chi è vaccinato o guarito può fare quasi tutto. Cambia giusto qualcosa nella zona arancione. Infatti chi non possiede il super green pass non può uscire dal proprio comune di residenza se non per motivi di “lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio comune”. Non può neanche accedere agli impianti di risalita delle piste da sci, non può accedere ai centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi.

Dal 10 gennaio super green pass obbligatorio a prescindere dai colori

Tuttavia, con il nuovo decreto legge dal 10 gennaio il super green pass sarà obbligatorio anche in zona bianca e gialla per queste attività. Con due eccezioni: l’accesso ai negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (esclusi alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi) e l’accesso agli spogliatoi.

Solo la zona rossa ha restrizioni più dure

Come abbiamo detto è la zona rossa a fare la differenza. In questa fascia di rischio infatti scattano le chiusure, il coprifuoco e il lockdown. Bar, ristoranti, negozi, palestre, cinema, teatri e musei chiusi per tutti, anche se si è vaccinati. Tuttavia, ripetiamo, per tornare in zona rossa, una regione o una provincia autonoma deve avere numeri drammatici sul fronte dei ricoveri, oggi abbastanza improbabili.

I parametri per le fasce di rischio

Vediamo nel dettaglio come funziona. Si finisce in zona gialla con incidenza oltre i 50 casi positivi ogni centomila abitanti, 15 per cento di posti letto occupati da pazienti Covid nei reparti ordinari, e 10 per cento di posti letto occupati nelle terapie intensive Covid. Per la zona arancione, invece, si deve raggiungere un’incidenza superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, il 30 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e 20 per cento nelle terapie intensive. Per la zona rossa, infine l’incidenza deve essere superiore ai 150 casi ogni centomila abitanti, con il 40 per cento di posti letto occupati nei reparti ordinari e addirittura il 30 per cento nelle terapie intensive.

Ricoveri in terapia intensiva: i numeri attuali

Oggi a livello nazionale i posti letto in terapia intensiva occupati da pazienti Covid hanno superato la soglia del 15 per cento e, nelle ultime 24 ore, sono cresciuti in nove regioni. Si tratta di Friuli Venezia Giulia (17%), Lazio (17%), Marche (21%), Molise (5%), provincia autonoma di Bolzano (18%), Piemonte (18%), Puglia (7%), Sardegna (9%), Umbria (12%). Il tasso di occupazione dei ricoveri nei reparti ordinari invece è salito al 19 per cento e l’aumento riguarda 17 regioni. Numeri fortunatamente ben al di sotto da quelli del pieno della pandemia. Anche perché, lo ribadiamo, Omicron non è pericolosa quanto le altre varianti.

Gli attuali colori delle regioni

Allo stato attuale sono in zona bianca Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Molise, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta. Sono in zona gialla Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia, Veneto e le Province autonome di Trento e di Bolzano. Dal 10 gennaio probabilmente finirà in zona arancione la Liguria. In bilico Calabria, Marche e Trento. Ma anche se fosse, non ci sarebbero grossi cambiamenti in materia di restrizioni.

Adolfo Spezzaferro

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5 Commenti

  1. i patrioti devono pretendere l’autorizzazione di usare il vaccino russo Sputnik V in alternativa ai vaccini di regime come pfaizer

  2. Questo apparato misto, sempre più sotto collaudo, lo terranno poi nel cassetto, pronto anche per altre eventualità contro “virus” più grandicelli…

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