Roma, 4 gen – Bloccati in casa e beffati dal governo. Dal primo gennaio 2022 i giorni trascorsi in quarantena non vengono più equiparati alla malattia. Idem per quanto riguarda la permanenza domiciliare fiduciaria, che per intendersi è richiesta alle persone che fanno ingresso in Italia da Paesi considerati a rischio. Come sottolineato stamani dal Corriere della Sera, in questi casi fino al 31 dicembre 2021 il periodo di malattia era coperto dall’Inps, ma l’esecutivo guidato da Mario Draghi non ha rifinanziato la misura. E così chi non può andare al lavoro, perché è stato in contatto con un positivo al Covid e dunque costretto a isolarsi in quarantena, quasi in sordina subisce anche un danno economico non trascurabile.

Quarantena non più equiparata a malattia

Al riguardo, quanto scritto sul sito dell’Inps è inequivocabile: “Il decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 ha modificato la disciplina delle tutele previste, durante l’emergenza Covid-19, per i lavoratori in quarantena e per i cosiddetti lavoratori ‘fragili’. La nuova norma stabilisce che l’equiparazione a malattia del periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva dai lavoratori del settore privato è riconosciuta fino al 31 dicembre 2021, a fronte di apposito stanziamento”. Anno nuovo, fregatura assicurata insomma.

Unimpresa: “Danno economico per lavoratori e imprese”

A denunciare la beffa per i lavoratori italiani è oggi anche Unimpresa. “Per i lavoratori fragili non è stata prorogata l’equiparazione dell’assenza dal lavoro al ricovero ospedaliero con relativa indennità così come non è stata prorogata la misura per l’equiparazione dei lavoratori privati della quarantena alla malattia. Pertanto – si legge nella nota dell’Unione Nazionale d’Imprese – con le nuove regole che prevedono per le persone in possesso del Green Pass rafforzato da oltre 120 giorni (4 mesi), l’obbligo di quarantena di minimo 5 giorni in attesa, poi, del tampone con esito negativo al termine di questo periodo e per i non vaccinati l’obbligo di quarantena di 10 giorni, questi lavoratori saranno scoperti con danno economico per imprese e lavoratori che già da oggi non sapranno se e chi dovrà pagare queste assenze”.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. mi sembra ragionevole:
    il mio dipendente mi ha causato un danno non indifferente,
    con la sua ostinazione a non vaccinarsi.
    e quando come ovvio si è impestato,mi ha piantato a piedi
    dieci giorni dall’oggi al domani….
    ci manca anche che devo pagargli la malattia.

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