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Roma, 25 sett – Povero Giovanni Malagò: il presidente del Coni ha parlato esaustivamente di come andrebbe combattuto il razzismo nel calcio durante tutta un’intervista, per poi lasciarsi sfuggire la più “infelice” delle frasi: “Sbaglia chi fa i cori razzisti allo stadio, ma sbaglia ancora di più un giocatore che guadagna milioni di euro e simula“. Ed è subito polemica.



“Che esempio si dà?”

L’episodio si è verificato durante un’intervista su Radio 24. Malagò, intervenuto nella trasmissione 24 Mattino ha dichiarato: “Ognuna delle componenti del mondo del calcio deve fare un salto di livello. Non è una frase salomonica, ma bisogna coinvolgere chiunque, a partire da dirigenti e calciatori. Prendete chi platealmente fa finta di ricevere un fallo. Quella è una cosa gravissima, che esempio si dà? Sbaglia chi fa buuu a un giocatore di colore, ma sbaglia ancora di più uno che guadagna 3 milioni di euro e si lascia cadere in area, magari anche contento di prendere il rigore se l’arbitro non va a vedere al Var che non c’era”.

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Le polemiche

Ovviamente, questa dichiarazione ha immediatamente scatenato polemiche. Su Twitter #Malagò è diventato trending topic e non di certo perché è stato ricoperto di complimenti. C’è chi ne chiede le dimissioni chi il Tso. Panorama, dal canto suo, definisce l’uscita di Malagò: “un paragone che detto in un bar sarebbe grave, ma in bocca al responsabile di tutto il movimento sportivo del nostro Paese suona ancor più sinistro e inaccettabile“.

“Ho apprezzato il ministro Spadafora”

Così il presidente del Coni è corso ai ripari e, a margine della presentazione di un progetto della Federscherma al Foro Italico, si è affrettato a precisare: “Non dico che chi si butta in area sia peggio di chi fa cori razzisti, ma ogni attore protagonista deve fare la sua parte nel modo eticamente migliore”. “In Italia c’è una forma permissiva di tolleranza verso chi fa ululati o lancia una banana. Se anche Antonio Conte, tornato dall’esperienza in Inghilterra, ha trovato le cose peggiorate, bisogna riflettere. Ho molto apprezzato il ministro Spadafora perché ha subito aggredito l’argomento”. Malagò passa quindi a chiedere la tolleranza zero per il razzismo negli stadi: “Molte nazioni erano messe peggio di noi anche sul tema anche della violenza negli stadi e invece sono intervenute in modo concreto. Io ho partecipato a tantissimi incontri nel corso degli anni, tavoli tecnici presieduti dagli incaricati alla pubblica sicurezza, e ho sempre sostenuto una tesi: non può che esserci una certezza delle pena, con tolleranza zero, perché qualsiasi ragionamento fatto all’acqua di rose non è servito a debellare questo problema”. Malagò cerca di alzare il tiro sulla questione del razzismo quando proprio lui è stato protagonista di quella che, ai tempi del politicamente corretto, è un’imperdonabile gaffe. E’ più pericoloso il razzismo o la mancanza di libertà di pensiero?

Ilaria Paoletti

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