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tagli alla sanitàRoma, 26 set – Molte le novità contenute nella prossima manovra di bilancio sulla quale il governo è da alcuni giorni al lavoro: dal capitolo pensioni, ai contratti per gli statali fino ad arrivare alle sbandierate misure contro la povertà e alla proroga dei bonus per la casa e la scuola. All’appello mancherebbero circa dai 7 agli 8 miliardi di euro: risorse che si rendono necessarie per intervenire fattivamente in favore dell’industria e degli indigenti. Appare ovvio che si metterà mano alle forbici per tagliare le spese e recuperare soldi.

Nel mirino della spending review beni e servizi, ma anche partecipate e il servizio sanitario nazionale con un taglio, quest’ultimo, pari a 1 miliardo di euro. Una stretta, l’ennesima alla sanità, che si andrebbe ad aggiungere ai nuovi ticket sanitari che renderanno a pagamento prestazioni finora gratuite come l’intervento per la cataratta a quello per il tunnel carpale. Secondo le stime il servizio sanitario nazionale vedrebbe così aumentare le sue entrate (60,4 milioni di euro all’anno) a tutto discapito dei cittadini.

Circa 20 milioni si otterranno dai nuovi ticket derivati proprio dallo spostamento di prestazioni dal regime di day surgery – quindi gratuitamente – a quello ambulatoriale. Altri 40 milioni deriveranno invece dalla introduzione di nuove prestazioni ambulatoriali nell’elenco dei Lea (livelli essenziali di assistenza). Il provvedimento di revisione dei Lea dovrebbe essere operativo dal prossimo anno con un aggravio nei costi che ricadrà solo sui cittadini. Ad esempio, l’intervento alla cataratta, che da gratuita diverrà a pagamento, andrà a colpire soprattutto la fascia della popolazione più anziana.

Secondo le stime diffuse dall’associazione per i diritti del malato (Cittadinanzattiva) si calcola già attualmente in media una spesa di circa 4 miliardi di euro in più all’anno per gli italiani. Un modello sanitario a cui gradualmente ci stiamo avvicinando, che somiglia sempre più drammaticamente a quello statunitense.

Giuseppe Maneggio

 

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