Roma, 15 mar – “Mariupol, se cade, potrebbe entrare nelle trattative” per la fine della guerra in Ucraina: ne è convinto il generale Marco Bertolini, già comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze. Secondo l’ex comandante della Brigata Folgore, “i russi insistono su Mariupol per consolidare il corridoio tra Crimea e Donbass e farlo entrare nelle trattative“. Una chiave di lettura dell’offensiva di Putin in Ucraina che apre anche uno spiraglio: una volta presa Mariupol la guerra potrebbe finire con una spartizione del territorio.

Il generale Bertolini: “Mariupol, se cade, potrebbe entrare nelle trattative”

Intervistato da Il Sussidiario, il generale di corpo d’armata Bertolini, che dalla Somalia al Kosovo e all’Afghanistan, di guerra se ne intende, le sorti di Mariupol potrebbero cambiare il quadro dell’offensiva russa. Anche perché sul fronte dei negoziati qualcosa in effetti si muove. “Le parti cominciano ad avere abbastanza elementi per sedersi e trattare avendoci rimesso molto, ma non troppo”, fa presente l’alto ufficiale. “Mosca secondo me ha tre obiettivi fondamentali: Kiev, Kherson e Mariupol. Su questa città si sviluppa lo sforzo principale, perché prendere Mariupol vuol dire creare un corridoio terrestre tra Crimea e Donbass“, spiega.

“Con la conquista di Mariupol possibile intesa su spartizione”

Altra conquista chiave, quella della città di Kherson. Da lì, sottolinea Bertolini, “si può minacciare Odessa, che potrebbe essere usata nei negoziati come merce di scambio”. In tal senso, ipotizza il generale, la conquista di Mariupol “potrebbe introdurre un’ipotesi di spartizione. La Russia si tiene la Crimea e la fascia costiera da questa fino al Donbass; l’Ucraina mantiene Odessa e l’accesso al Mar Nero“.

Nel complesso, chiarisce Bertolini “l’obiettivo iniziale di Putin – neutralità dell’Ucraina, indipendenza della Crimea e delle repubbliche del Donbass – potrebbe essere stato modificato per giustificare il prezzo, non previsto, pagato sinora da Mosca. E il corridoio di Mariupol potrebbe esser entrato nelle trattative. In ogni caso credo che fra non molto, soprattutto se cadesse Mariupol, potremmo avere delle novità“, assicura.

L’alto ufficiale esclude che Putin voglia occupare tutta l’Ucraina

Una lettura del conflitto che accantona l’ipotesi di una conquista russa dell’Ucraina. Per Bertolini infatti “la Russia non ha l’interesse e neppure la forza militare per occupare tutta l’Ucraina e soprattutto per mantenere l’occupazione“. Putin non vuole un altro Afghanistan, insomma. Nel complesso, il conflitto può ancora sfociare in una guerra di proporzioni inimmaginabili. Ecco perché Usa e Nato non accolgono la richiesta del presidente ucraino Zelensky di una no-fly zone. “Sarebbe un atto di guerra che ci vedrebbe immediatamente catapultati nel conflitto“, taglia corto Bertolini.

“Armi dell’Italia a Kiev? Passo molto ardito: la Russia esisterà anche dopo questa guerra”

Circa il ruolo dell’Italia, il generale torna a criticare duramente la scelta del governo Draghi di inviare armi e mezzi militari all’Ucraina. “E’ una cosa che ci coinvolge più del dovuto. È un passo molto ardito, che a me onestamente non piace“. E quando gli chiedono perché, Bertolini risponde: “Perché la Russia, con Putin o con qualcun altro al suo posto, esisterà anche dopo questa guerra“. E l’Italia, lo ricordiamo, attualmente è nell’elenco dei Paesi ostili stilato da Mosca.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. I Russi lavorano molto di sponde, ma anche quelle dei fiumi, in questo caso osserverei parecchio il Dniepr… Certo è incomprensibile che a prenderlo in quel posto sono sempre i “contadinI delle moldavie”, a causa dei mercanti della imperiale Odessa!

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