Siracusa, 15 mar – Questa settimana è stata la volta della Geo Barents, la nave di Medici senza frontiere. E il porto dove scaricare 111 clandestini è stato Augusta, dove due settimane fa erano arrivati in 28 a bordo della Open Arms. Dopo le procedure, effettuate ieri, verranno trasferiti sulla nave GNV Azzurra, che si trova sempre nella rada di Augusta, per la quarantena. I traghettatori, dunque, non si sono mai fermati, sono solo passati in secondo piano, come la pandemia, dinanzi al tema “Guerra in Ucraina” ma, soprattutto in Sicilia l’emergenza sbarchi, clandestini, centri d’accoglienza (aggravati dalla situazione sanitaria che inevitabilmente si appesantisce), non trova soluzioni adeguate.

Sicilia, l’emergenza sbarchi che c’è ancora

Ieri è stata la Geo Barents, domani sarà la Sea Eye 4 che ha già preso il largo dalle coste spagnole per recarsi di fronte alla Libia, dopodomani la Ocean Viking che è ancorata a Marsiglia ma che lancia messaggi “rassicuranti” sul suo essere pronta a salpare da qui a qualche giorno. Non c’è caro carburante che tenga per le Ong che trasportano nuovi schiavi, non ci sono crisi legate a scenari di guerra. Sono sempre pronte a partire e facilitare quanti, senza averne alcun diritto, tentano la traversata del Canale di Sicilia per giungere in Italia.

Le Ong coinvolte in procedimenti penali

Nel contempo qualche Procura cerca di far luce su vicende poco chiare che vedono coinvolti proprio questi traghettatori, e ci riferiamo al caso Iuventa, motonave tedesca operante per conto della Ong Jugend Rettet, per la quale è stata fissata l’udienza preliminare il 21 maggio prossimo. Il famoso caso dove diversi giornalisti finirono sulla graticola perché intercettati ma poi a seguito delle proteste dell’Ordine dei Giornalisti e la discesa in campo a loro favore pure del ministro Cartabia, dalla Procura arrivarono rassicurazioni che quanto raccolto non sarebbe stato usato nelle indagini e nell’eventuale processo. A comunicare invece la data dell’udienza preliminare sono stati ben 12 tweet della Iuventa-Crew. Un anno fa agli indagati (21 soggetti) fu comunicata la chiusura delle indagini (partite nel 2017) mosse dalle testimonianze degli agenti della Imi Security e di un agente dello Sco imbarcato sotto copertura per 40 giorni sulla Vos Hestia. Con la Iuventa, infatti, per la quale si ipotizza il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, c’erano anche altre due Ong: Save The Children e Medici senza frontiere con le navi Prudence e Vos Hestia.

Sicuramente ci sarà un grande interesse in questo procedimento che, nolente o volente, apre innumerevoli dubbi sulla bontà e la magnanimità di queste organizzazioni. Basti pensare che dal 2018 al 2020, ben 17 navi appartenenti alle Ong sono state coinvolte in procedimenti legali. La Iuventa-Crew è ben agguerrita e chiude i suoi amorevoli cinguettii con la frase “Che la fortezza Europa cada”. Ci auguriamo ben altro.

Emanuela Volcan

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2 Commenti

  1. visto che ora possiamo scegliere, teniamoci gli ucraini e rispediamo al mittente gli africani che tra l’altro sono anche irricevibili.

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