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Hitler Mein KampfRoma, 10 giu – Il nazismo non passerà, almeno in edicola. Sembra un po’ questo lo spirito che anima le polemiche suscitate dalla decisione de Il Giornale, di uscire in edicola da domani con il Mein Kampf di Adolf Hitler, primo di otto volumi dedicati al nazismo. Il libro del Fuhrer sarà in omaggio con il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, nell’edizione curata dallo storico Francesco Perfetti. Come da copione non si è fatta attendere l’ovvia reazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che per bocca del presidente Renzo Gattegna definiscono “un fatto squallido la distribuzione gratuita nelle edicole del Mein Kampf, lontano anni luce da qualsiasi logica di studio e approfondimento della Shoah e dei diversi fattori che portarono l’umanità intera a sprofondare in un baratro senza fine di odio, morte e violenza. Bisogna dirlo con chiarezza: l’operazione del Giornale è indecente. E bisogna soprattutto che a dirlo sia chi è chiamato a vigilare e a intervenire sul comportamento deontologico dei giornalisti italiani”.



Il Giornale si “giustifica” sottolineando il valore storico dell’operazione, facendo appello a una libertà di espressione e di ricerca che di fatto su certi argomenti non esiste, come dimostra la fresca approvazione sull‘aggravante di negazionismo approvata dalla Camera. “Per capire com’è potuto nascere il male assoluto, bisogna andare alla fonte e non aver paura di storicizzare le tragedie del Novecento. Non avrei problemi, per dire, a pubblicare anche il Libretto rosso di Mao”, si “difende” Alessandro Sallusti. “Lo studio del Novecento ha avuto come tabù proprio il nazismo, come se la storia fosse finita lì. Ma la prima regola è conoscere ciò di cui parliamo e questo libro, che ha cambiato la storia dell’Europa e dell’Occidente, non a caso viene presentato nell’edizione critica curata da uno storico di vaglia come Francesco Perfetti”.

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In realtà le giustificazioni di Sallusti (anch’esse non scevre da una certa retorica sul “male assoluto etc”), sarebbero anche superflue, se vivessimo in una società che non considerasse una necessità quella di definire per legge la verità storica e stabilire le opinioni “corrette”. Ma così non è, come dimostrano negli anni le polemiche suscitate da ogni operazione che avesse un taglio diverso da quello della retorica ufficiale e dalle musiche tetre in stile “Rai Storia”, realistico o ironico che fosse, come il film “La Caduta” di qualche anno fa o il più recente “Lui è Tornato“. Anche sul piano politico il termine di paragone negativo è sempre quello, ed ecco che Hitler si trasforma prima in Salvini, poi in Trump o in Putin. Il fantasma del Fuhrer è sempre vivo e a tenerlo in vita sono proprio i suoi detrattori, come già qualche tempo fa abbiamo spiegato su questo giornale.

Ma dietro questo tipo di operazioni c’è anche un altro aspetto da tenere in considerazione: il fascismo e il nazismo tirano, anche commercialmente. E non è ovviamente un caso se il quotidiano di Sallusti punti a vendere sfruttando Hitler e il Mein Kampf, che ristampato pochi mesi fa in Germania ha fatto registrare il tuto esaurito in un solo giorno. Sarebbe inutile anche riaprire il solito discorso sui calendari di Mussolini che sono i più venduti, le visite a Predappio etc. Libero e il Giornale lo hanno sempre saputo, sono anni infatti che tra libri e dvd “sfruttano” il Duce e il Fascismo. Dunque la distribuzione del Mein Kampf rientra perfettamente in una data linea editoriale, anche se, in termini di “tabù”, rappresenta sicuramente un bel salto di qualità.

Davide Romano

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7 Commenti

  1. Gattegna, la cosiddetta “shoah” è una truffa e voi ebrei avete rotto i coglioni. E non da oggi, ma da duemila anni!

  2. E’ incredibile oltre che ridicolo il polverone sollevato dalle solite anime belle intorno a questa iniziativa editoriale. Ci credono così ignoranti e superficiali da sentire il dovere di proteggere le nostre deboli menti dal mfitico libello. Non ho mai provato simpatia per il nazismo ne per Hitler,una rapa in mezzo ai fiori lo definiva mia nonna, ma leggero lo stesso il Mein kampf.

  3. L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, una lobby da eliminare, hanno rotto i coglioni; peccato che gli zii non hanno finito il lavoro.

  4. Concordo con Martino in toto e aggiungo se hanno bisogno di una legge del genere che non ha nulla da invidiare al naziregime, significa che mentono e hanno sempre mentito fin dalla fuga da Babilonia 2700 anni di balle.

  5. Cosa serve pubblicare il ‘Mein Kampf’ se poi bisogna leccare il sedere agli ebrei, avallando le loro menzogne? Sallusti fa vomitare.

    • Perché devi tenere in considerazione che Sallusti sta pubblicando una serie di libri sul “male assoluto” (per lui il nazionalsocialismo) di cui il primo è il Mein Kampf. Poi ne verranno altri. L’intera diatriba è sul nulla, dacché l’ha chiamato “male assoluto”. L’assoluto è solo per i religiosi fanatici.

  6. Un paio di appunti:
    – il Mein Kampf a me é arrivato a pagamento insieme ad un altro volume a 11,90 € oltre al prezzo del quotidiano.
    – anche se fosse stato gratis non vedo alcuno scandalo particolare visto che si può scaricarlo dalla rete in formato pdf a costo zero
    – con buona pace di tutti me l’hanno chiesto in tanti e di tutte le età… sinceramente ne sono rimasto sorpreso e colpito…
    – comunque l’unica copia che mi é arrivata l’ho presa io

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