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Roma, 2 apr – Chi di “sbufalate” ferisce di “sbufalate” perisce. Enrico Mentana, nelle sue crociate contro i “pregiudizi sull’immigrazione” – puntualmente smentite dai fatti che lo bollano come il primo ad avere preconcetti, seppur in senso inverso – ormai si prende un abbaglio dietro l’altro, e anche ieri ha rimediato la consueta figuraccia online. In merito all’omicidio di Stefano Leo, il biellese sgozzato da un marocchino in pieno centro a Torino perché “sorrideva troppo e volevo togliergli la felicità e il futuro”, il direttore di Open aveva escluso in un post su Facebook la possibilità che l’assassino avesse origini nordafricane, bollando la prima ricostruzione dei fatti come “tam tam dell’intolleranza” messa in piedi per “avvelenare il clima“.

mentana said stefano leo

Sappiamo benissimo come è andata a finire. L’assassino, reo confesso, è sì “italiano” sulla carta, ma l’anagrafe riferisce il nome piuttosto esotico di Machaouat Said, originario del Marocco. Italiano come Ousseynou Sy, l’altro eroe moderno di origine senegalese che stava per bruciare vivi 51 ragazzini delle medie per vendicare “i bambini migranti morti in mare”. Esempi perfetti di integrazione, proprio quelli che invogliano a sostenere lo ius soli, che come ha recentemente affermato la Bonino, “aiuta l’ordine, la sicurezza e la legalità”. Come prevedibile, Mentana ha fatto l’indiano. Nessuna rettifica, nessun mea culpa, nessuna ammissione di avere preso l’ennesimo granchio. Su Open, un articolo che parla di un generico “ragazzo di 27 anni che voleva uccidere qualcuno”. Bisogna arrivare a circa metà pezzo per scoprire che Said è “un italiano di origini marocchine“, che chiaramente “soffriva di crisi depressive”. Pronta la giustificazione, il macellaio diventa la vittima della società fascio-xenofoba che non si è presa abbastanza cura del “nuovo italiano”.  Insomma, era già precedentemente successo in merito alla vicenda del lancio di uova che ferirono l’atleta Daisy Osuke: il nostro Mentana lo bollò subito come attacco razzista e venne puntualmente sbugiardato dai fatti, quando si seppe che tra gli autori del gesto figurava nientemeno che il figlio di un esponente del Pd locale. Ma il direttore di Open è così, si rialza dagli scivoloni “facendo pippa” come dicono i romani, si spolvera i vestiti e riattacca con la litania dei razzismi.

Cristina Gauri

 

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3 Commenti

  1. Sto leggendo il libro di Guillaume Faye “Guerre Civile Raciale” (purtroppo l’ultimo, non ne scriverà più): è impressionante vedere come il processo di disgregazione dell’identità europea sia il medesimo in ogni paese, e segua le stesse linee.
    La falsificazione dell’informazione e la negazione dell’evidenza da parte dei ‘collaborazionisti’ asserviti ai poteri forti sono uno degli elementi più importanti nella strategia complessiva di annientamento delle culture.

  2. Ma qualcuno di questi scarafaggi assassini non potrebbe prendere di mira, anche solo per caso, i vari mentana, lerner, vauro et similia?… Non per ucciderli! Nooo! Ma almeno per sprangarli per benino! A suon si badilate o di altri simpatici oggettini di uso comune che le scimmie assassine dalle facce color merda che ci stanno invadendo sanno usare così bene per mettere in riga gli Italiani troppo felici!!!

  3. Mentana è un grande gionalista! È infatti grazie a lui, al Corriere, a Repubblica ed ai vari tg che il pd resta al 20%.
    Non avete idea di quanti coglionaz… seguano questo tipo di (dis)informazione.

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