
Nel marzo del ’23 avviene la cerimonia per la posa della prima pietra. Dentro questa viene inserita una pergamena commemorativa realizzata e donata dall’architetto urbinate Giuseppe Andreoli, recante la seguente iscrizione: “Dal sangue degli eroi sorsero nei secoli le opere che più altamente affermano la nobiltà dello spirito umano. Dal sangue purissimo e generoso dei figli che prima d’ogni altra città Ancona diede alla grande guerra redentrice, sorga perenne il monumento che sta a simbolo d’amore agli Italiani – Fiero ed austero ammonimento agli stranieri. 11 marzo 1925″. Opera dell’architetto locale Guido Cirilli, già impegnato nel cantiere del Vittoriano, il sacrario è terminato nel 1930 e ufficialmente inaugurato il 3 novembre del ’32 alla presenza di Benito Mussolini in visita per il Decennale della Rivoluzione Fascista.


Da notare, sulla sommità del fastigio, l’iscrizione recante i versi di Giacomo Leopardi: “Beatissimi voi, Ch’offriste il petto alle nemiche lance. Per amor di costei ch’al Sol vi diede”. Parte del canto All’Italia, composto in gioventù dal poeta di Recanati, un inno di riscossa nazionale, di amor di patria e di attaccamento alla storia millenaria d’Italia. Il fascismo imprime pertanto nella pietra la grande poesia romantica ottocentesca fondendola con l’eroismo del novecento. Un gesto tutto fuorché scontato, volto a sugellare in maniera indelebile una continuità storica e spirituale del popolo italiano.
Alberto Tosi
Foto di Andrea De Palma – https://fascismoinmostra.it/
Meraviglie dell’Italia fascista: il Monumento ai Caduti di Ancona
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