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Roma, 19 giu – “Ogni mia richiesta, ogni mia tentata visibilità ai temi della mia montagna che sta morendo, è stata elusa con una risata. Io mi sono rotto anche le palle di parlare di questi migranti in tutte le puntate. Ho già detto tutto quello che dovevo dire: aprite i porti, vergognatevi di chiuderli, accoglieteli. Ma ora non c’è altro da aggiungere: ci si ripete, ci si ripete… io voglio soltanto parlare dei temi che mi stanno a cuore”. Non le manda mai a dire Mauro Corona, l’alpinista/scrittore/scultore di Erto ed ospite fisso della trasmissione Cartabianca condotto da Bianca Berlinguer. Il burbero autore di Storia di Neve e decine di altri romanzi ambientati sulle sue Alpi, in un’intervista per il Fatto Quotidiano ha infatti annunciato che la sua collaborazione con il programma in onda su Rai3 finisce qui. “Ci sono ancora le ultime due puntate della stagione, poi basta”, spiega. “Non vedo l’ora che finisca. Non credo di perseverare in futuro. Credevo che la Rai, o comunque la televisione in generale, fosse l’osteria buona dell’Italia dove si potessero dire le cose con libertà…invece scopro che bisogna essere molto politicamente corretti”.

Tanto rumore per una birra

Corona menziona il clamore sollevato durante l’ultima puntata quando si è messo a bere una birra durante il suo botta a e risposta con la Berlinguer: “Penso che la mia sparata con una birra in mano sia meno grave di coloro che hanno detto che Falcone e Borsellino se lo sono cercata“, sostiene. “Ho portato una birra per un amico che compiva gli anni dopo che la signora Mara Venier ha bevuto un bicchiere di vino da Fazio: allora perché non può farlo anche Corona?”  Ma lui i piedi in testa non se li fa mettere da nessuno. “Quando uno ha mangiato escrementi per sopravvivere poi non ha più paura di nessuno, chiaro?”.

La montagna ferita che non interessa a nessuno

L’alpinista passa a raccontare la storia del suo ingaggio in Rai: “Mi hanno chiamato a inizio stagione per una puntata e hanno visto che funzionavo. Poi hanno provato una seconda volta, una terza, e funzionavo ancora. Sa perché? Perché i pagliacci che dicono la verità piacciono e fanno ascolto. In questa Italiota mediocre, calciofila e ferrarista, uno che finalmente si esprime come in osteria ma con educazione – finché non viene provocato – fa ascolti”. Confessa di avere accettato “per vanità, ma anche con la speranza di poter parlare della montagna ferita, della montagna che non ha lavoro, dei paesi che muoiono, dei problemi che ci sono quassù”. Ma per la Berlinguer le ospitate di Corona si declinano solo sotto il paradigma dell’accoglienza e dell’antisalvinismo (“mi sento spesso con Salvini tramite messaggini. Non dicono tutte le settimane, ma quasi. Se riesce a fare quello che ha promesso a me sta anche bene”); la montagna che muore non fa notizia. 

Cristina Gauri

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3 Commenti

  1. Ormai,Corona non fa testo.
    Questa sua voontà di aprire i porti sembra più uno slogan acefalo che una volontà ponderata.
    Una nazione sovrana li sbarrerebbe e farebbe entrare solo con visto in cui lo straniero deve dimostrare di avere le risorse per potersi mantenere.
    Una nazione intelligente non importa povertà a meno che non sia sottomessa a un potere che con i poveri ci lucra.

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