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donnarumma-1Milano, 28 set – Era lo scorso febbraio quando Silvio Berlusconi, ai microfoni del Tg1, ripercorreva la sua esperienza trentennale alla guida del Milan. Lontano dalla voce cinese, si lasciò andare ad un commento su quello che sarebbe dovuto essere, ed è, il futuro in casa del diavolo. “Non si può vincere sempre, spero che il nostro ciclo di vittorie possa riprendere presto. Stiamo ricostruendo un ciclo con giocatori soprattutto italiani, il mio sogno è quello di vedere un Milan tutto tricolore. Locatelli? E’ un regista di centrocampo illuminato, mi ricorda Pirlo. E poi abbiamo Donnarumma e De Sciglio. Il giovane portiere non lascerà mai il nostro club, è sicuro. Sono convinto che farà la stessa carriera di Maldini, resterà a difendere la nostra porta per almeno 20 anni”.

Oggi i rossoneri sono sesti in campionato, a quota 10 punti dopo sei giornate, ed hanno messo in campo la formazione più giovane di tutta la serie A. L’età media dell’undici di Vincenzo Montella è di 25 anni e 338 giorni. Contro la Fiorentina, gara terminata per 1-1, la retroguardia meneghina era composta, ad esclusione del classe ’86 Gabriel Paletta, da under 23 italiani. Tra i pali, l’inamovibile, Gianluigi Donnarumma davanti a lui Davide Calabria, Alessio Romagnoli e Mattia De Sciglio. A centrocampo, tra le note positive un ritrovato Riccardo Montolivo, sta scalpitando Manuel Locatelli. In attacco, invece, al fianco di Carlos Bacca svettano M’Baye Niang e lo spagnolo Suso. Giovani, belli non ancora. Questo Milan si farà quando riuscirà a trovare una maggiore quadratura in fase di non possesso. Al Franchi ha fatto fatica quando i viola alzavano il pressing, risultando non pulito in fase di disimpegno. Basta guardare l’errore difensivo in occasione del rigore poi fallito da Ilicic. Oltre all’uomo immagine, Donnarumma, portiere con le credenziali da fenomeno, il futuro dei rossoneri passa dalle sgroppate di Niang. Il senegalese, naturalizzato francese, funge da collegamento tra i reparti e spesso il pallone viene indirizzato tra i suoi piedi. Capace di diventare centrocampista aggiunto, quando gli avversari impostano, risulta immarcabile una volta esplosa la sua corsa.

Nella retroguardia De Sciglio stenta a fare il salto di qualità definitivo, troppe alti e bassi, ma con il dirimpettaio di fascia, Calabria, in fase offensiva crea scompiglio e superiorità numerica. Mentre Romagnoli studia da leader – dopo la disastrosa scorsa stagione per la compagine di via Aldo Rossi – il difensore ex Roma, assistito da un redivivo Paletta, è pronto a cavalcare la carriera che, tutti, gli addetti a lavori gli hanno pronosticato.

Un Milan in controtendenza, quindi, con un terzo della rosa under 23 e 14 italiani sui 28 giocatori totali della rosa. Campionato e Champions League sono traguardi inavvicinabili, ma l’Europa minore, quella targata Europa League, deve essere l’obiettivo di una formazione che ha puntato sulla gioventù per uscire dal letargo post Massimiliano Allegri.

Lorenzo Cafarchio

 

 

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